AIE Giovani - Il contributo dell’Agenzia

Un intervento sulle dinamiche della popolazione e l'attenzione alla vulnerabilità sociale
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Il 5 e 6 giugno l'Agenzia ha partecipato al convegno organizzato dai giovani dell’Associazione Italiana di Epidemiologia a Roma (programma); gli argomenti hanno spaziato dalla storia, stato dell'arte e futuro della disciplina, allo studio delle popolazioni, alla comunicazione della ricerca.

Nella sessione dedicata alla demografia, Nicola Caranci ha presentato uno spaccato delle principali dinamiche della popolazione italiana e regionale.

L’ampiezza demografica è iniziata a calare nel Paese (-1,4% all'1 gennaio 2016 rispetto alla stessa data del 2015), mentre in Emilia-Romagna è sostanzialmente stazionaria o lievemente in crescita (con poche altre regioni). Si è inoltre registrato un calo delle nascite (in Emilia-Romagna -15% nel 2015 rispetto alle 42.117 del 2009, anno col massimo numero), anche a causa della diminuzione numerica delle classi di età centrale e di possibili effetti della crisi economica, e nonostante il contributo degli immigrati.

Il saldo migratorio (immigrati meno emigrati) è ancora positivo in Italia, ma in calo per il minor numero di immigrati e il contemporaneo aumento delle emigrazioni verso l'estero. In Emilia-Romagna gli immigrati stranieri risultano paradossalmente in calo, anche a causa del crescente numero di acquisizioni di cittadinanza (22.514 nel 2015), segno di una stabilizzazione del fenomeno migratorio.

I cambi di residenza tra regioni italiane sono stabili e continuano ad avvantaggiare quelle del centro-nord, come l’Emilia-Romagna. Le emigrazioni di cittadini emiliano-romagnoli verso l’estero sono invece in aumento, seppure pari alla metà di quelle registrate verso altre regioni (circa 3 per mille verso l'estero vs 6 per mille).

Il livello di mortalità ha andamenti irregolari, con sbalzi dovuti anche alla numerosa classe di ultra 90enni nati dopo la prima guerra mondiale, che hanno registrato un'alta sopravvivenza dopo il 2012 e sono invece stati più colpiti nel 2015. Nel 2016 si osserva un nuovo calo della mortalità (in Emilia-Romagna 49.337 decessi, rispetto a 51.581 dell'anno precedente), ma in un trend in crescita in termini assoluti dovuto al processo di invecchiamento della popolazione

La speranza di vita ha ripreso a crescere nel 2016; la sfida sarà osservare se essa crescerà in buone condizioni di salute. Questo dipenderà anche da ciò che le popolazioni sperimenteranno in termini di vulnerabilità sociale e fragilità. Su questi temi si è concentrata un'altra sessione del convegno, a cui l’Agenzia ha partecipato con la moderazione di Chiara Di Girolamo e Barbara Pacelli.

 

 

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Pubblicato il 12/06/2017 — ultima modifica 20/06/2017

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