Percorso nascita in Emilia-Romagna: il contributo dell’Agenzia

In occasione della presentazione del 14° Rapporto CedAP, il focus ASSR sulle disuguaglianze e sull’ascolto delle persone coinvolte nel Percorso
Percorso nascita in Emilia-Romagna: il contributo dell’Agenzia

immagine nascita

Anche quest'anno l'Agenzia ha collaborato - con un approfondimento sulle diseguaglianze - al Rapporto sul percorso nascita, illustrato il 6 dicembre nel Convegno regionale “La nascita in Emilia-Romagna”. Nella stessa occasione viene presentato anche il volume Benvenuti al mondo! Ascolto e narrazione dei “Percorsi Nascita” a cura di professionisti ASSR, di recente pubblicazione.

Il capitolo del Rapporto, a cura di Enrica Perrone, Nicola Caranci e Veronica Nappo, aggiorna l’analisi sull’associazione tra determinanti sociali di salute, assistenza in gravidanza ed esiti neonatali, e offre una stima dell’entità del fenomeno.

Fra i principali risultati, si è constatato che ancora oggi in Emilia-Romagna le condizioni di svantaggio si traducono - fra le donne sia italiane che straniere - in una maggiore frequenza di esiti avversi. La provenienza da alcune aree (ad esempio l’Africa sub-sahariana) o la bassa istruzione - in particolare tra le donne italiane - tende a generare rischi in gravidanza e al momento del parto.

L’analisi rileva un maggiore rischio di assistenza prenatale inappropriata quando uno dei genitori è straniero; tale rischio è inferiore per le coppie in cui almeno la madre è nata in Italia, suggerendo una migliore capacità di utilizzo dell’offerta assistenziale da parte di queste ultime. La probabilità di ricorrere a taglio cesareo non risulta associata al paese di nascita estero, se si considerano le straniere come unico gruppo. Tuttavia, un’analisi più approfondita per area geografica di provenienza delle donne che hanno partorito in Emilia-Romagna rileva che il rischio dell’intervento varia considerevolmente tra i gruppi di donne a seconda del paese o area di nascita: le donne provenienti dall’Africa sub-sahariana, dal Subcontinente indiano e dall’America centro-meridionale hanno una maggiore probabilità di taglio cesareo rispetto alle donne italiane. Inoltre il rischio di avere un bambino nato pretermine o gravemente pretermine, di peso basso o molto basso è più alto in donne originarie dall’Africa sub-sahariana e dall’Asia (Subcontinente indiano e altri paesi, eccetto la Cina) rispetto alle donne nate in Italia. Infine, le madri provenienti dall’Africa settentrionale e sub-sahariana e dal Subcontinente indiano hanno una probabilità maggiore di avere un nato morto.

L’analisi condotta sulle donne nate in Italia rileva che il livello di istruzione medio e basso è associato a esiti avversi materni e perinatali; il rischio diminuisce con il crescere del livello di scolarità. I rischi relativi di esiti avversi a cui vanno incontro le donne con livello di scolarità basso, rispetto alle italiane laureate, non sono inferiori a quelli rilevati fra le donne straniere rispetto alle italiane. I risultati confermano che non è trascurabile il problema del contrasto alle disuguaglianze per madri italiane di bassa scolarità.

Le evidenze prodotte sono condivise con le professioniste e i professionisti della salute, che possono usarle per lavorare in sinergia tra settore sanitario, sociale e le comunità di cittadini.

 

Così come richiamato nel Rapporto CedAP, il volume Benvenuti al mondo! Ascolto e narrazione dei “Percorsi Nascita” a cura di Vittoria Sturlese, Miriam Bisagni e Maria Augusta Nicoli promuove una modalità di lettura e valutazione dei servizi dedicati alla nascita a partire dal punto di vista dei diversi attori che li  popolano (professionisti, donne, coppie, figure di prossimità, …). Il lettore viene sollecitato ad osservare l’insieme dei servizi e del percorso dalle diverse prospettive attraverso un passaggio interpretativo dall’idea di “percorso ideale” - disegnato da linee guida, standard di cura di riferimento, competenze e ruoli predefiniti – a quella di “percorsi reali” - quelli che avvengono nella realtà e che possono essere misurati attraverso l’ascolto degli attori coinvolti. La “misura” dell’ascolto è un altro tema portante del testo:  come lo si può rilevare, con quali strumenti e quale valore viene attribuito a ciò che è stato rilevato in modo che possa dare un quadro esauriente in riferimento agli obiettivi conoscitivi. In tal senso i processi di ascolto condotti nei Servizi regionali dedicati alla nascita permettono di proporre un approccio multidimensionale e polifonico: la scelta e l’utilizzo degli strumenti possono essere decisi in base agli obiettivi, al contesto oggetto d’intervento e alla tipologia di attore che si va a consultare.

 

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Pubblicato il 06/12/2017 — ultima modifica 06/12/2017

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