Ricerca e innovazione nel Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna

Un nuovo documento per promuovere la programmazione e il coordinamento delle attività di ricerca e innovazione

La Giunta regionale ha approvato un documento tecnico sul nuovo sistema di ricerca e innovazione nel Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna (DGR n. 910/2019), i cui obiettivi sono:

  • promuovere la ricerca e l’innovazione come condizione per l’eccellenza del Servizio sanitario, individuando le linee di sviluppo necessarie per assicurare che i principi delineati dalla Legge regionale n. 29/2004 si traducano in azioni concrete nel SSR,
  • realizzare una migliore integrazione delle politiche e delle attività a supporto della ricerca,
  • promuovere il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni dei pazienti.

 

In Emilia-Romagna la ricerca è, secondo la LR n. 29 del 2004, una delle funzioni istituzionali proprie di tutte le Aziende sanitarie, al pari della funzione assistenziale e delle attività di formazione. A partire dal 2005 sono state intraprese azioni mirate a promuovere la capacità di governo della ricerca, quali l’attribuzione al Collegio di Direzione delle Aziende sanitarie anche di competenze relative alla ricerca, lo sviluppo di linee specifiche di indirizzo (DGR n. 1066/2009 “La ricerca come attività istituzionale del SSR”), il finanziamento di programmi e progetti con fondi regionali dedicati (Programma Ricerca e Innovazione dell’Emilia-Romagna – PRI-ER – e Programma di ricerca Regione Università – PrRU).

A fronte di importanti cambiamenti normativi a livello nazionale ed europeo e della veloce evoluzione degli scenari, si è reso pertanto necessario aggiornare e ridefinire il sistema della ricerca e innovazione nel Servizio sanitario di questa Regione. Le principali linee di sviluppo individuate nel documento tecnico appena approvato sono:

  • un nuovo sistema di governance della ricerca e innovazione a livello regionale e aziendale: vengono istituiti il Comitato strategico regionale, il Comitato tecnico regionale e la Consulta degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS). L’obiettivo è consentire l’individuazione degli obiettivi prioritari di sviluppo, l’integrazione strategica e operativa delle politiche per la ricerca tra i diversi attori in ambito regionale, la programmazione delle attività, il monitoraggio dei risultati raggiunti;
  • istituzione del Piano regionale triennale della ricerca sanitaria, un nuovo strumento di programmazione analogo a quanto avviene a livello nazionale con il Piano nazionale della ricerca sanitaria;
  • un nuovo meccanismo di finanziamento diretto della ricerca per il sistema sanitario regionale con un programma di ricerca sanitaria finalizzata dell’Emilia-Romagna (FIN-RER) caratterizzato dalla ottimizzazione della probabilità di ritorno al SSR in termini di risultati direttamente utilizzabili per il miglioramento dei servizi erogati;
  • coinvolgimento di pazienti e cittadini, sia per orientare la ricerca su quesiti percepiti come rilevanti, sia per assicurare eque possibilità di accesso alla sperimentazione clinica da parte di tutti i pazienti interessati e potenzialmente eleggibili, sia per attivare iniziative effettivamente efficaci sotto il profilo comunicativo;
  • la promozione del lavoro in rete (Comitati etici in rete, reti cliniche di ricerca, IRCCS in rete);
  • documenti di indirizzo per promuovere l’armonizzazione a livello regionale delle azioni di ricerca e innovazione (dati a supporto della ricerca, sperimentazione clinica, rigore e integrità, trasparenza dei rapporti economici e gestione dei conflitti di interesse);
  • centralizzazione di alcune attività a supporto della ricerca e azioni per un migliore supporto amministrativo alla ricerca;
  • iniziative per la formazione per la ricerca;
  • attività di monitoraggio della ricerca e valutazione del suo impatto;
  • azioni per il trasferimento al Servizio sanitario regionale dei risultati della ricerca.

È rimandato a successivi documenti regionali di indirizzo l’approfondimento ulteriore per l’implementazione di alcune delle azioni previste.

  

Per quanto riguarda il ruolo dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale, essa svolge l’attività di coordinamento o supporto tecnico-scientifico agli organismi regionali previsti e ai tavoli tecnici per l’individuazione delle priorità, avvalendosi anche del supporto organizzativo delle Infrastrutture aziendali per la ricerca e l’innovazione. Parallelamente, assicura le attività tecnico-scientifiche necessarie al supporto del sistema, quali ad esempio la ricognizione delle attività di ricerca portate avanti nelle Aziende sanitarie, il supporto alla individuazione delle aree di ricerca prioritarie, la gestione dei bandi di ricerca, il coordinamento dei gruppi di lavoro per la messa a punto dei documenti di indirizzo previsti, la definizione di strumenti e metodologie per la valutazione e il monitoraggio della ricerca.

 

Azioni sul documento
Pubblicato il 25/06/2019 — ultima modifica 25/06/2019

Agenzia sanitaria e sociale regionale - Regione Emilia-Romagna

Viale Aldo Moro 21, 40127 Bologna, Italia - tel. +39 051 5277450 - 7451 - fax +39 051 5277049

asrdirgen@regione.emilia-romagna.it, asrdirgen@postacert.regione.emilia-romagna.it

Regione Emilia-Romagna (CF 800.625.903.79) - Viale Aldo Moro 52, 40127 Bologna - Centralino: 051.5271

Ufficio Relazioni con il Pubblico: Numero Verde URP: 800 66.22.00, urp@regione.emilia-romagna.it, urp@postacert.regione.emilia-romagna.it

Strumenti personali