Sorveglianza epidemiologica e giustizia ambientale

Il monitoraggio dei determinanti socioeconomici nel sistema SENTIERI
Sorveglianza epidemiologica e giustizia ambientale

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Vivere in un’area fortemente inquinata, geograficamente collocata al Sud o nelle Isole, appartenere a una categoria socialmente ed economicamente svantaggiata ed essere un maschio, sono tutti fattori che concorrono ad accrescere il rischio di mortalità generale e per tutti i tumori.

È quanto emerge da uno studio pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione [1] da un gruppo di epidemiologi italiani - tra questi un ricercatore dell’ASSR - che ha osservato come gli aspetti socioeconomici si intrecciano con quelli ambientali influenzando lo stato di salute delle popolazioni che risiedono in luoghi altamente inquinati.

Lo studio si iscrive nell’evoluzione di SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) che da anni fotografa la situazione sanitaria di comunità che risiedono nei Siti di interesse nazionale (SIN) per le bonifiche.

Nel 1998 i SIN di competenza nazionale identificati dal Ministero dell’Ambiente sul territorio italiano erano 57, oggi il numero è sceso a 40 e la competenza dei restanti 17 è passata alle rispettive Regioni (vedi la mappa a p.2).

SENTIERI monitora 44 territori, i più significativi sotto il profilo sanitario. Ossia quelle aree che maggiormente risentono e hanno risentito dell’inquinamento causato da intense attività industriali - industrie siderurgiche, impianti chimici, petrolchimici e raffinerie, ma anche centrali elettriche, miniere, discariche e inceneritori – che hanno contaminato i suoli e le falde acquifere, i fiumi e i tratti di mare dei SIN.

Non solo l’esposizione all’inquinamento ambientale, ma anche le sfavorevoli condizioni sociali ed economiche incidono sulla salute degli individui. Da qui ha preso le mosse lo studio pubblicato su Epidemiologia & Prevenzione. Gli autori hanno infatti analizzato la connessione tra questi due aspetti e come questa connessione influenza lo stato di salute di comunità che risiedono nei SIN.

Dallo studio è risultato che le popolazioni dei 298 Comuni presenti nei 44 SIN sono generalmente più deprivate di quelle residenti nel resto del Paese.

Inoltre, dei 298 Comuni, 179 (ossia il 60%) presenta uno svantaggio socioeconomico. Non solo, dal punto di vista geografico i 179 Comuni più deprivati sono più presenti nel Centro, 68%, e nel Sud 92% del Paese, a fronte di un 29% nel Nord.

Infine, le comunità più svantaggiate dal punto di vista socioeconomico sono anche quelle che presentano un maggior rischio di mortalità generale e per tutti i tumori, in particolare negli uomini.

In sintesi, lo studio indica che SENTIERI permette di valutare la giustizia distributiva dei rischi ambientali nei SIN – sebbene occorra migliorare la capacità di misurare congiuntamente i livelli socioeconomici e i rischi ambientali. Tale approccio contribuisce a una miglior consapevolezza nelle comunità interessate, offrendo la possibilità di incidere sulle decisioni per migliorare gli ambienti di vita tramite l’azione sia sui fattori sociali, sia su quelli ambientali, in un’ottica di equità nella salute.

 

 

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Pubblicato il 30/06/2017 — ultima modifica 30/06/2017

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