Sorveglianza nazionale ICA: risultati 2016-2017

On line i documenti che fotografano la prevalenza delle infezioni e dell’uso degli antibiotici negli ospedali e nelle strutture sociosanitarie in Italia

Nel biennio 2016-2017 molte Regioni/Province autonome italiane - coordinate dalla Regione Piemonte nell'ambito di un progetto affidato alla Regione Emilia-Romagna e finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, Ministero della salute - hanno partecipato a due studi di prevalenza, negli ospedali per acuti (PPS2) e nelle strutture sociosanitarie residenziali (HALT-3). Sono stati da poco pubblicati i due report che presentano i risultati italiani.

Lo European Center for Disease Prevention and Control (ECDC) ha identificato le infezioni correlate all’assistenza e la resistenza agli antibiotici come problemi che rappresentano un pericolo significativo per la salute pubblica e che richiedono interventi specifici. Pertanto l'ECDC promuove la sorveglianza delle ICA e dell’uso di antibiotici in Europa negli ospedali per acuti e nelle strutture sociosanitarie residenziali attraverso studi di prevalenza puntuale, basati su metodologie standardizzate in grado di consentire il confronto dei dati rilevati in paesi diversi.

 

Studio di prevalenza italiano sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’uso degli antibiotici negli ospedali per acuti

Lo studio PPS2 è stato condotto nel periodo di ottobre-novembre 2016 con la partecipazione di 135 ospedali da 19 Regioni/Province autonome per un totale di 28.157 pazienti arruolati. Da questi è stato selezionato un campione di 56 strutture, che comprende un totale di 14.773 pazienti, rappresentative del paese.

La prevalenza di pazienti con almeno una infezione correlata all'assistenza è stata dell’8% (1.186 casi); le infezioni più frequentemente riportate sono quelle respiratorie (23,5%), le batteriemie (18,3%), le infezioni urinarie (18%) e quelle del sito chirurgico (14,4%).

La prevalenza osservata di pazienti con almeno un trattamento antibiotico è stata pari a 44,5%. Il trattamento era motivato da terapia nel 55,4% dei casi, da profilassi nel 40,7% dei casi (di cui 23,3% profilassi medica e 17,4% chirurgica). Gli antibiotici utilizzati più frequentemente sono risultati: Piperacillina e inibitori enzimatici (13,3%), Ceftriaxone (10,3%), Levofloxacina (8,4%), Cefazolina (7,6%), Amoxicillina e inibitori enzimatici (7,6%), Meropenem (5,2%), Ciprofloxacina (5,1%).

 

Studio di prevalenza europeo sulle infezioni correlate all’assistenza e sull’utilizzo di antibiotici nelle strutture di assistenza socio-sanitaria extraospedaliera (HALT-3) - Risultati italiani

Lo studio HALT-3 è stato condotto nel periodo aprile-maggio 2017. Su base volontaria, hanno partecipato 418 strutture da 14 Regioni italiane per un totale di 24.132 ospiti inclusi.

Nel giorno dello studio, la prevalenza di ospiti con almeno una infezione correlata all’assistenza è stata del 3,9% (941 ospiti). Le ICA rilevate erano acquisite nella maggior parte dei casi nella medesima struttura sociosanitaria (80,9%); altre erano acquisite in ospedale (11,9%) o in altra struttura sociosanitaria (1%); il 6,2% aveva origine sconosciuta. Le infezioni delle vie respiratorie erano le più frequenti (36,6% del totale, circa 3 su 4 erano infezioni delle basse vie respiratorie), seguite dalle infezioni del tratto urinario (26%) e dalle infezioni della cute e tessuti molli (15,7%).

La prevalenza osservata di ospiti in trattamento antibiotico è stata pari 4,2% (1.022 ospiti). Le indicazioni più comuni per l’utilizzo di antibiotici sono state le infezioni del tratto respiratorio (39,6%), le infezioni del tratto urinario (26,3%) e cute e altre ferite (12,3%). Le classi antibiotiche più usate erano le cefalosporine (classe J01DB, DC, DE) per il 27,3%, le penicilline (classe J01C) per il 24%, e i fluorochinoloni (J01M) per il 21,5%.

 

È auspicabile che i risultati forniti nei rapporti qui presentati siano un utile supporto alle attività di prevenzione e controllo in atto nelle Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna.

 

 

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Pubblicato il 19/09/2018 — ultima modifica 19/09/2018

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