Terremoti, gli effetti di salute a medio-lungo termine

Il contributo dell’ASSR allo studio pubblicato sulla rivista International Journal of Epidemiology apre nuove linee di ricerca

È la prima volta che uno studio scientifico indaga l’impatto dei terremoti sulla salute delle persone nel medio e lungo termine. Gli esiti della ricerca – che ha sintetizzato 52 studi osservazionali condotti nell’arco di 30 anni a partire dai dati di oltre 82.000 individui – ci dicono che il terremoto può avere effetti sulla salute anche a distanza di mesi o di anni dall'evento sismico. Generalmente gli studi epidemiologici si concentrano sulle conseguenze immediate di un evento sismico, a distanza cioè di ore o di pochi giorni. Questo studio pertanto colma un vuoto e apre a nuove e ulteriori linee di ricerca.

L’Agenzia sanitaria e sociale regionale ha contribuito a questa ricerca in collaborazione con il Research Center in Emergency and Disaster Medicine (CRIMEDIM), l’Università del Piemonte Orientale, l’Università dell’Aquila e sotto il patrocinio dell’Associazione Italiana di Epidemiologia. La collaborazione è sfociata nella recente pubblicazione sulla rivista International Journal of Epidemiology, Medium- and long-term health effects of earthquakes in high-income countries: a systematic review and meta-analysis.

Lo studio scientifico indaga la tematica in maniera analitica considerando le sue implicazioni a medio e lungo termine, quando carenze fisiche (ad esempio ridotta disponibilità di farmaci) e psicologiche (stress legato all’esperienza traumatica appena vissuta e allo sradicamento dal proprio territorio) possono aumentare il carico di malattia.

Come anticipato, questo lavoro è frutto di una sintesi analitica di 52 studi osservazionali condotti in Paesi ad alto reddito negli ultimi 30 anni, comprendenti dati di oltre 82.000 persone. I principali effetti riscontrati riguardano un aumento dei tassi di mortalità per tutte le cause (+2%), infarto miocardico (+36%) e ictus (+37%) e maggiori livelli medi di emoglobina glicata (+0,16%) rispetto alle persone non esposte a terremoti. Non sono invece stati rilevati effetti del terremoto sulla pressione sanguigna, sull’indice di massa corporea e sui biomarcatori lipidici.

Su questo tema l’Agenzia ha già contribuito con una serie di approfondimenti sui principali aspetti metodologici legati allo studio degli effetti a medio e lungo termine dei disastri naturali:

  • proposta di metodo basata sul caso studio del terremoto avvenuto in Emilia nel 2012;
  • revisione sistematica della letteratura internazionale comparando studi internazionali con quelli italiani sul terremoto dell’Aquila;
  • sintesi delle esperienze italiane di sorveglianza epidemiologica post-terremoto.

 

 

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Pubblicato il 25/07/2018 — ultima modifica 03/09/2018

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