Tecnologie ad uso diagnostico, prognostico e predittivo

La diagnosi - attività centrale della pratica clinica  - può essere configurata come “categoria e processo”. In veste di categoria è l’assegnazione di un’etichetta ufficiale che classifica una malattia o una condizione di salute. Come processo, mette in relazione la storia e le caratteristiche del paziente, il risultato dei test clinici e il giudizio del medico. Decretando la malattia o la condizione di salute, il medico attribuisce all’esperienza individuale un significato di identità e di prognosi, determina la “giurisdizione” sotto la quale verrà gestita la condizione, chi avrà accesso a quali risorse e innesca una serie di conseguenze per l’individuo, per coloro che lo assisteranno, per i servizi e per il sistema.

L’attenzione dedicata alla ricerca per lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie ad uso diagnostico è tuttavia di gran lunga inferiore a quella dedicata ad altri ambiti della medicina (ad esempio eziologia, fisiopatologia, terapia). Nonostante ciò, la diagnostica è un ambito in cui si immettono con facilità innovazioni tecnologiche poco regolamentate, raramente sottoposte a rigorosi processi di valutazione che ne determinino la validità tecnica, l’utilità clinica e il ruolo nei processi assistenziali. In definitiva la diagnosi è studiata molto meno di quanto la sua importanza richieda, e le tecnologie diagnostiche spesso non sono attentamente valutate dalle istituzioni prima di essere introdotte nei servizi e offerte ai cittadini.

La mancanza di un sistema di regolamentazione, la scarsità della ricerca, il pregiudizio del basso costo e della scarsa pericolosità delle tecnologie ad uso diagnostico rendono i processi diagnostici a rischio di inappropriatezza e l’introduzione di test e tecnologie innovative scarsamente controllata.

L’inappropriatezza d’uso dei test diagnostici non causa solamente sprechi ma può facilmente comportare un inutile rischio di danni alla salute - talvolta paragonabili a quelli dei farmaci - dovuti all’induzione a cascata di esami ulteriori, e interventi e terapie indotti da risultati errati.

La recente attenzione posta alla cosiddetta "medicina personalizzata" ha portato nuovo impulso allo sviluppo di test prognostici e predittivi, i quali, alle problematiche precedentemente citate, aggiungono nuovi quesiti relativi ai metodi di validazione dei test stessi, alle scelte assistenziali e ai comportamenti individuali conseguenti ai loro risultati.

Nello svolgere il compito di valutazione delle tecnologie sanitarie, l'Agenzia sanitaria e sociale promuove l’uso appropriato delle tecnologie ad uso diagnostico, prognostico e predittivo, spostando l’attenzione dalla performance tecnologica alle ricadute che i risultati prodotti da queste tecnologie comportano relativamente alla decisione assistenziale e all’utilizzo di risorse che ne consegue.

Particolare attenzione è rivolta ai recenti sviluppi della metodologia (strumento QUADAS-2, approccio GRADE agli studi di diagnosi) che cerca di restituire ai test clinici un ruolo chiave nella scelta dei percorsi di cura, riferendosi alla valutazione del beneficio in salute ottenuto dall’appropriata scelta di strategie diagnostico-terapeutiche.

 

Documenti e pubblicazioni

  • Pubblicazioni relative alle tecnologie diagnostiche, prognostiche e predittive

 

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Pubblicato il 15/02/2013 — ultima modifica 01/12/2016

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