Innovazione sociale

Attività del progetto

La configurazione dei servizi di welfare conosciuta a partire dagli anni ‘70, che tuttora svolge una funzione cruciale in diverse Regioni del Paese, in particolare in Emilia-Romagna, non sembra più adeguata a leggere e gestire i nuovi problemi dei cittadini e non può più contare su un consenso sociale diffuso.

La crisi che si sta attraversando può però essere vista anche come una grande opportunità per avviare nuovi processi partecipativi e, al contempo, per riprogettare e ri-orientare i servizi di welfare insieme ai diversi attori sociali presenti: l'obiettivo è fare in modo che i servizi riescano a cogliere la complessità dei fenomeni che attraversano le nostre comunità e che siano pronti a recepire nuove progettualità e strategie per farvi fronte.

Le priorità possono essere ricondotte a tre parole chiave: innovazione sociale, partecipazione, equità in tutte le politiche. Obiettivi generali del progetto nel triennio sono cinque, e sono elencati sotto (per approfondire, estratto dal Piano triennale).

L'attività del personale non si esaurisce però nell'impegno su questi obiettivi: da anni sono in essere svariate collaborazioni con altri servizi per attività diverse.

 

Coordinatore: Maria Augusta Nicoli, e-mail MariaAugusta.Nicoli@regione.emilia-romagna.it

 

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Supporto alla governance

Molti sono i cambiamenti intervenuti o attualmente in corso a livello istituzionale che ridisegneranno il modello di governance sociale, socio-sanitaria e sanitaria della nostra regione in attuazione delle norme regionali o nazionali (LR n. 21/2012, Legge n. 56/2014). In questa prospettiva verranno messe in campo le competenze e le metodologie innovative maturate all’interno dell’Agenzia, sia nella fase di definizione del nuovo Piano sociale e sanitario regionale sia nella predisposizione di progetti di accompagnamento nella fase di realizzazione.

Progetti

 


Superare le frammentazioni

È tema ricorrente nella pubblica amministrazione riscontrare che “La burocrazia/l’organizzazione è divisa in settori, la vita di ogni giorno no”. In diversi paesi europei e non solo si stanno cercando soluzioni per consentire che si operi a tutto tondo in ottica circolare e non segmentata, sulla prima infanzia come sull’invecchiamento in ottica trasversale e circolare, lavorare sulle famiglie non settorializzando le politiche e, di conseguenza, le persone.

Progetti

 


Equità in pratica

I richiami sempre più espliciti sia nei documenti europei sia nell’ultimo Piano della prevenzione nazionale evidenziano la centralità di porre il tema dell’equità come strategia di azione nelle politiche e nella pratica. Una prima leva è costituita dalla valutazione, intesa come azione in grado di supportare le azioni di contrasto; una seconda leva è costituita da azioni tese alla diffusione culturale e allo sviluppo di competenze nel sistema regionale dei servizi sanitari e sociali.

In questo modo si garantisce un processo attraverso cui un sistema di servizi può monitorare la propria capacità di rispettare i principi normativi di uguaglianza e universalità (sia attraverso strumenti di autovalutazione, sia mediante strumenti di ascolto del punto di vista dell’utenza) e può successivamente metterli in pratica attraverso azioni eque e rispettose delle diversità, rafforzando nel contempo il funzionamento sistematico della rete dei servizi regionali.

Progetti

 


Lavoro di comunità "Energie rinnovabili"

A più riprese emerge la necessità di lavorare con la comunità a più livelli: nella definizione dei bisogni, nelle modalità di progettazione degli interventi, nei processi di presa in carico. È importante pensare ai cittadini come risorsa sia come singoli che come comunità stessa, promuovendo processi di empowerment e prevedendo la pro-attività, andando verso i cittadini, utenti, pazienti.

Il lavoro di comunità prevede essenzialmente 3 fasi: aggancio per intercettare nuovi cittadini o cittadini che non osano presentarsi ai servizi; attivazione nel senso di costruire legami di fiducia con le persone intercettate condividendo con loro la scelta degli oggetti di lavoro e la fase della manutenzione che comporta la cura dei processi attivati.

Progetti

 


Quotidianità

Nella LR n. 6/2014 “Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere” si può leggere un richiamo alla quotidianità, non solo come forma di conciliazione di esigenze individuali ma come esigenza di riportarle alla dimensione “pubblica” quella quotidianità che sempre più viene vissuta in “privato”. Si intende, quindi, sviluppare ricerche/intervento attraverso etnografie negli spazi di vita quotidiani per cogliere le interconnessioni salienti e mettere in campo strategie integrate e anche compiere valutazioni critiche agli approcci in uso.

Progetti

 


LabOS

Gli strumenti e le metodologie di cui sopra dovranno saper coniugare due diverse istanze, quella di apprendimento/conoscenza e quella di traduzione operativa (attraverso azioni formative, di accompagnamento e supporto) in relazione agli ambiti di priorità tracciati.

Si individua nella costituzione di un Laboratorio/Osservatorio (LabOs) il luogo dove mettere a punto strumenti e metodi dedicati alla partecipazione, all’equità e all’innovazione sociale. Tra questi: strumenti per la riflessività organizzativa; ricerca-azione (conoscere attraverso l’azione e i cambiamenti); formazione-azione (apprendimento situato); community lab (l'andar per casi); approccio dialogico.

Progetti

 


Progetti internazionali

Azioni sul documento
Pubblicato il 26/08/2016 — ultima modifica 08/11/2016

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