Sperimentazione dell’approccio dialogico finlandese nell’ambito del Progetto Adolescenza

Finalità del progetto è di individuare e sperimentare soluzioni organizzativo-professionali che permettano alle organizzazioni pubbliche di superare l’approccio burocratico e settorializzato che le caratterizza e che mal si adatta alla complessità dei problemi da affrontare, così come indicato nella scheda 34 del Piano sociale e sanitario regionale.

Il focus è centrato sulla possibilità di rendere l’organizzazione preposta al lavoro con e per adolescenti in grado di predisporre e agire condizioni per superare i confini e le barriere che spesso rendono il lavoro di equipe particolarmente critico e non così proficuo quanto auspicato.

Per fare questo, il progetto da una parte intende attivare una sperimentazione dell’approccio dialogico finlandese – teorizzato e sperimentato dal Finnish National institute for Health and Welfare in collaborazione con l’Università di Rowaniemi e alcune Municipalità locali finlandesi – nell'ambito del Progetto Adolescenza regionale; dall'altra prevede di capitalizzare e facilitare il trasferimento di buone prassi organizzative facilitanti il lavoro di rete che sono già implementate in diversi contesti lavorativi in Regione, attraverso un evento laboratoriale (Fiera degli strumenti) e la produzione di un manuale.

La sperimentazione dell’approccio dialogico prevede nello specifico l’attivazione di una formazione-intervento finalizzata allo sviluppo di competenze di facilitazione all'integrazione, al lavoro e alla cura della rete. Nello specifico la formazione coinvolgerà due gruppi di soggetti:

  • il gruppo dei facilitatori, composto da soggetti con posizionamenti eterogenei nei servizi e che intendono diventare futuri facilitatori;
  • lo “steering group”, gruppo di persone con compiti decisionali di tipo strategico, figure apicali del contesto organizzativo coinvolto, che possono decidere sui cambiamenti organizzativi da fare in quel contesto.

La sperimentazione interesserà in modo diretto tre territori sperimentali, che rappresentano tre casi con un diverso grado di presenza di interventi che hanno prodotto l’implementazione di reti:

  • Distretto di Lugo: grado elevato
  • Distretto di Fidenza e Parma: grado intermedio
  • Distretto di Scandiano: grado moderato

Si prevede di coinvolgere altri territori nell’implementazione delle azioni di monitoraggio e valutazione della sperimentazione. In particolare, i Distretti di Bologna, Pavullo e di Forlì. Complessivamente l’attività si svolgerà nell’arco di 18 mesi.


Obiettivi per il 2018

  • attivazione della formazione-azione
  • avvio della sperimentazione dell’approccio dialogico in tre sedi regionali
  • progettazione di un impianto di monitoraggio e valutazione delle sperimentazioni

 

Documenti utili

 

Pubblicazioni

 

Staff

  • Maria Augusta Nicoli, Vanessa Vivoli e Brigida Lilia Marta - Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna
  • Franca Francia - Servizio Assistenza territoriale, Regione Emilia-Romagna
  • Maria Teresa Paladino - Servizio Politiche sociali e socio educative, Regione Emilia-Romagna
  • Tom Erik Arnkil - professore emerito, Istituto nazionale per la salute e il welfare, Finlandia
  • Anna Carretta - tutor esperto, cooperativa Filo di Arianna
  • Jimmy Ciliberto - tutor esperto, consulente psicoterapeuta sistemico
  • Heikki Ervast - Teacher Training School, Università della Lapponia, Finlandia
  • Jukka Antero Hakola - Coordinatore della partecipazione, Consiglio regionale della Lapponia, Finlandia
  • Nina Saarinen - tutor esperto, ATS Brescia
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Pubblicato il 26/08/2016 — ultima modifica 28/11/2018

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