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Osservatorio dinamico sulle pratiche innovative realizzate nell’emergenza sociale determinata dal Covid-19

La mappa dell'Osservatorio

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L’attuale pandemia del coronavirus (Covid-19) pone non solo interrogativi e sfide di tipo sanitario, ma mette alla prova l’intero Sistema dei Servizi nella sua complessità, con il rischio di mettere in una zona d’ombra i bisogni delle persone non colpite dall’epidemia.

Affinché questa situazione emergenziale diventi apprendimento, è necessario non solo mappare queste pratiche emergenti, ma fare anche in modo di tesaurizzarne il portato conoscitivo per il dopo. Diventa necessario quindi identificarle, analizzarle, comprenderne i meccanismi di funzionamento, nonché l’impatto e la trasformazione che provocheranno nel Sistema dei Servizi, una volta che l’emergenza Covid-19 sarà conclusa.

Attraverso una stretta collaborazione con altre Istituzioni e Enti nazionali, europei e internazionali che si stanno interrogando su quali impatti sociali porterà questo stato emergenziale, si è pensato di dar vita ad un Osservatorio di Pratiche Innovative che intende non solo mappare, osservando, ciò che si sta approntando nei territori, circoscrivendo l’ambito ai principali ambiti di intervento, assistenza e cura dei servizi di prossimità e delle forme di auto-organizzazione comunitaria, ma anche sistematizzare ed esplorare al fine di trarne strategie operative e comprenderne l’impatto in un prossimo futuro.

In particolare, l’Osservatorio intende:

  • mappare, raccogliere pratiche di innovazione e riconversione del prendersi cura per favorire lo scambio tra i territori e l’immaginazione di possibilità oltre quelle che stanno già agendo e per identificarne premesse, meccanismi di funzionamento e l’impatto che potranno mantenere nel sistema dei servizi ad emergenza conclusa
  • analizzare casi in risposta a particolari fragilità e nuovi bisogni emergenti, individuando alcuni territori come campi di sperimentazione e osservazione ed in particolare testando modalità di ascolto che coinvolgano anche le persone (utenti) a cui queste pratiche si rivolgono
  • esplorare ed analizzare i cambiamenti generati dalla gestione dell’emergenze e gli effetti a medio e lungo termine sul sistema dei servizi e sulle comunità tramite tecniche di ricerca finalizzate alla costruzione di possibili scenari di sviluppo e alla formulazione di previsioni
  • connettersi con altre Istituzioni e Enti che si stanno interrogando su quali impatti sociali potrà avere la gestione di questo momento emergenziali
  • diffondere le riflessioni prodotte.

Le situazioni di fragilità, di abuso, di violenza che le persone continuano a vivere purtroppo non si congelano, anzi con buona probabilità se non si immaginano soluzioni di intervento rischiano di amplificarsi. Il prendersi cura di queste situazioni e di questi bisogni non può essere messo in pausa. Tutto questo richiede un veloce ripensamento delle forme di assistenza e una conseguente riconfigurazione dei Servizi stessi che reggano ai vincoli creati dall’emergenza pandemica.

In molti casi, i territori si sono organizzati velocemente dando vita a dispositivi inediti e innovativi.  Stanno emergendo soluzioni puntiformi in relazione a bisogni specifici (come la consegna dei pasti, dei farmaci o della spesa, l’assistenza diurna che viene ripensata utilizzando la tecnologia, modalità smart per rimanere in relazione con le proprie comunità seppur a distanza ecc.). Spesso queste soluzioni organizzative generano forme sconosciute di collaborazione tra servizi e terzo settore, di ottimizzazione delle risorse, di sperimentazione di forme di prossimità innovative che possono generare forme di assistenza domiciliare interessanti, ecc.

Per informazioni e segnalazioni:

 

Articolazione in sessioni dei laboratori:

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pubblicato il 2020/05/11 17:55:00 GMT+2 ultima modifica 2020-09-17T21:33:28+02:00

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