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Monitoraggio dispositivi medici

Definizione di un sistema di monitoraggio

L’innovazione tecnologica in sanità ha contribuito alla possibilità di prevenire, diagnosticare e curare un numero crescente di patologie ma allo stesso tempo è uno dei driver principali dell’incremento della spesa sanitaria. Al 31 dicembre 2017 la spesa per dispositivi medici ammontava a circa 6 miliardi di euro a livello nazionale e a 444 milioni di euro nella Regione Emilia-Romagna. Dato quindi l’impatto sulla spesa del SSN e SSR risulta importante valutarne l’appropriatezza, la variabilità e l’impatto di utilizzo.

Monitorare nel tempo i dispositivi innovativi introdotti nella pratica clinica risulta particolarmente sfidante. La maggiore criticità è la difficoltà nel ricondurre il DM utilizzato al paziente: il flusso dei consumi di dispositivi (flusso DiMe) è infatti nato con l’obiettivo di monitorare la spesa ed è un flusso aggregato a livello di centro di costo, mentre la banca dati delle schede di dimissione ospedaliera (SDO) consente l’identificazione della procedura eseguita attraverso i codici ICD9-CM ma non sempre permette di ricondurre la procedura a un dispositivo medico specifico.

Per far fronte a questa difficoltà informativa, potrebbero essere utilizzati strumenti già disponibili quali i database clinici (ad esempio quelli dell’area cardiologica REAL, RERAI, RERIC) in essere in Emilia-Romagna e i dati raccolti routinariamente dalle Aziende sanitarie (ad esempio quelli dei registri operatori), oppure potrebbero essere attivate rilevazioni ad hoc.

L’obiettivo generale del progetto è la messa a punto di un modello che permetta di valutare l’impatto assistenziale di alcuni dispositivi medici di interesse utilizzati in ambito cardiologico o nell’ambito della terapia del dolore.

 

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pubblicato il 2019/10/17 14:30:51 GMT+2 ultima modifica 2019-10-17T14:30:51+02:00

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