Dossier n. 190/2010 - Infezioni delle vie urinarie nell'adulto. Linea guida regionale

Dossier n. 190/2010 - Infezioni delle vie urinarie nell'adulto. Linea guida regionale

Premessa

Le infezioni batteriche delle vie urinarie (IVU) negli adulti sono condizioni molto comuni che frequentemente determinano il ricorso ad esami diagnostici e la prescrizione di antibiotici. Le prescrizioni per il trattamento delle IVU contribuiscono in maniera significativa al consumo totale di antibiotici e si associano non solo all’incremento della spesa sanitaria ma anche alla diffusione dell’antibioticoresistenza. Questo fenomeno appare in significativa crescita tra i microrganismi che causano le IVU ed è favorito dall’utilizzo - spesso inappropriato - di molecole ad ampio spettro d’azione come i fluorochinoloni, il cui consumo è aumentato in ambito comunitario e ospedaliero.

I dati regionali di prescrizione antibiotica e di resistenza agli antibiotici dei principali patogeni urinari giustificano l’attenzione che l’Agenzia sanitaria e sociale ha rivolto al miglioramento della gestione delle IVU nell’adulto.

 

Obiettivo generale

Ridurre l’utilizzo eccessivo e inappropriato degli antibiotici nell’adulto attraverso lo sviluppo di una linea guida condivisa per il miglioramento della gestione delle infezioni del basso tratto urinario.

 

Obiettivi specifici

La linea guida affronta la gestione (prevenzione, diagnosi, trattamento e follow up) di:

  • IVU non complicate (batteriuria asintomatica, cistite acuta, cistiti ricorrenti);
  • infezioni del basso tratto urinario nelle donne in gravidanza;
  • infezioni del basso tratto urinario complicate (negli uomini e nei portatori di catetere vescicale).

La linea guida non affronta invece la gestione delle pielonefriti.

 

Metodo

È stato identificato un gruppo di lavoro multidisciplinare e rappresentativo della realtà regionale con il compito di sviluppare una linea guida basata su prove di efficacia e di individuare le attività per l’implementazione e per il monitoraggio dell’impatto delle raccomandazioni nelle diverse Aziende sanitarie.

Le raccomandazioni sono riassunte nella parte iniziale del documento, in modo da poter essere rapidamente consultate; la descrizione della realtà regionale e l’analisi delle prove di efficacia su cui sono basate le raccomandazioni costituisce il corpo centrale della linea guida.

Per la gradazione delle prove di efficacia e della forza delle raccomandazioni il gruppo di lavoro ha adottato la metodologia del GRADE. Le raccomandazioni sono distinte in raccomandazioni forti e deboli. Le motivazioni che hanno condotto all’assegnazione del grado delle raccomandazioni sono esplicitate e tengono in considerazione non solo il livello delle prove di efficacia, ma anche la rilevanza clinica dell’esito considerato, il bilancio rischi/benefici, i costi e l’applicabilità dell’intervento indicato.

In aggiunta alle raccomandazioni è stata sviluppata una sezione dedicata alla descrizione di esperienze di implementazione in questa area.

Una sezione del documento infine è dedicata alla trasmissione delle informazioni rilevanti per le donne con IVU ricorrenti, per i portatori di catetere urinario e i loro familiari. Tabelle riassuntive delle prove di efficacia utilizzate nel documento e strategie di ricerca della letteratura utilizzate sono riportate alla fine del documento.

 

Messaggi chiave

  • La diagnosi di infezione delle vie urinarie è una diagnosi clinica; si basa sul rilievo di segni e sintomi e non sulla ricerca di batteriuria o leucocituria.
  • L’esame colturale delle urine non è di regola necessario per la gestione delle infezioni non complicate delle vie urinarie.
  • C’è un rischio significativo di avere risultati falsamente positivi con tutti i test sulle urine utilizzati a livello sia territoriale che ospedaliero. Fa eccezione il prelievo tramite puntura sovra pubica, che però non è una pratica comune nella realtà dell’Emilia-Romagna.
  • La batteriuria non è una malattia.
  • La batteriuria asintomatica deve essere ricercata e trattata solo nelle donne in gravidanza o prima di un intervento urologico.
  • I fluorochinoloni non sono indicati nelle IVU non complicate. L’aumento delle resistenze a questi antibiotici ne consiglia, infatti, un utilizzo molto prudente.
  • Il catetere urinario deve essere utilizzato solo quando ogni altra alternativa non è praticabile. La durata della cateterizzazione deve essere la minima possibile.
  • L’uso dell’antibiotico al cambio periodico di catetere non riduce il rischio di IVU; aumenta invece il rischio di sviluppare resistenze.
  • L’esame urine o l’urinocoltura periodica (di routine) nei pazienti cateterizzati non deve essere eseguito.

 

Autore/Autori: Di Mario S, Gagliotti C, Marata AM, Moro ML.

Data: 1/7/2010

Tipologia: rapporti, linee guida, documenti tecnici

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Pubblicato il 01/07/2010 — ultima modifica 15/02/2013
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