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Impatto della pandemia sulle malattie cerebrovascolari acute

Studio regionale sulla valutazione dell’impatto indiretto dell’epidemia da Covid-19 sulle patologie cerebrovascolari acute in Emilia-Romagna

La pandemia da Covid-19 ha avuto un significativo impatto sull’organizzazione e la performance dei sistemi sanitari, in particolare sulle reti di patologie tempo-dipendenti, quali quella dello stroke

L’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna pubblica il dossier dal titolo Valutazione dell’impatto indiretto dell’epidemia da Covid-19 sulle malattie cerebrovascolari acute. Attraverso l’analisi delle serie storiche, sono esaminate le variazioni epidemiologiche delle patologie cerebrovascolari acute, le performance diagnostico-terapeutiche ospedaliere e gli esiti, rispetto al quinquennio 2015-2019.

Cosa emerge

Nel 2020, il numero di ricoveri per patologia cerebrovascolare acuta ha avuto una riduzione complessiva del 13,3%. La flessione negativa ha interessato l’attacco ischemico transitorio nella misura del 11,8%, l’ictus emorragico del 14,6% e l’ictus ischemico del 13%.

È stata evidenziata, inoltre, una maggiore completezza diagnostica durante l’ospedalizzazione e nessuna riduzione significativa dei trattamenti riperfusivi.

Il numero di riammissioni per eventi cerebrovascolari acuti non è variato significativamente rispetto all’atteso, mentre sono aumentate le mortalità intraospedaliere e a 30 giorni dal ricovero, oltre a quelle a domicilio.

Nel 2021, nonostante un numero di ricoveri per ictus ischemico ancora inferiore all’atteso (-12%), la mortalità ospedaliera e quella a 30 giorni dal ricovero si sono ridotte tornando ai valori pre-pandemia.

Il dossier regionale

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ultima modifica 2022-12-22T21:11:06+01:00
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