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Asma e BPCO. Sicurezza delle terapie inalatorie

Pacchetto informativo sui farmaci n. 7/2011

72011.jpgLa terapia inalatoria nelle patologie respiratorie ostruttive (asma, BPCO) prevede l'erogazione "in loco" dei principi attivi con limitazione della azione sistemica e dei potenziali effetti collaterali conseguenti.

Il rischio di eventi avversi (EA) è tuttavia presente per tutte le classi di farmaci inalatori: beta2-stimolanti a lunga (LABA) e breve (SABA) durata d'azione, corticosteroidi inalatori (ICS) e anticolinergici (AC). Gli EA possono essere legati:

  1. al meccanismo d'azione del farmaco, a livello locale (es. secchezza del cavo orale da AC) o sistemico (es. tachicardia da LABA e SABA); sono EA comuni (>1%);
  2. all'azione protratta dei farmaci su organi sensibili (es. interferenza con l'accrescimento o danni cutanei da ICS);
  3. ad una possibile azione sistemica (ad es. un incremento della mortalità cardiovascolare da LABA) in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare;
  4. alla riduzione dell'effetto di broncodilatazione da SABA al bisogno, in corso di terapia cronica con LABA; tale ipotesi non è accettata da tutti gli studiosi.

Gli EA descritti ai punti 3 e 4 sono rari o poco frequenti, ma solitamente gravi.

Nella sistematizzazione dei possibili EA legati ai farmaci inalatori può essere utile identificare i diversi scenari clinici di impiego.

Una annotazione va dedicata ai dati di sicurezza derivati dagli studi randomizzati solitamente di breve durata e condotti su popolazioni molto selezionate, il che ovviamente ne limita la trasferibilità nella pratica corrente.

Questo Pacchetto Informativo ha come obiettivo la sistematizzazione delle conoscenze attuali sugli eventi avversi connessi all'uso delle terapie inalatorie nei principali scenari clinici.

 

Autore/Autori: Maestri E, Giroldini R, Lavezzini E, Formoso G, Capelli O, Magrini N, Marata AM.

Data: 2/11/2011

 

Scarica la pubblicazione (pdf, 234.41 KB)

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