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Dossier n. 51/2001 - Alimentazione. Rapporto tecnico per la definizione di obiettivi e strategie per la salute

Descrizione/Abstract:

 

STAMPA ESAURITA

 

Il regime alimentare è in grado di influire, anche in modo sensibile, sulla salute degli individui e delle comunità. Detto regime può infatti determinare l’ingestione di sostanze nocive (naturali e non), carenze acute o croniche di nutrienti essenziali, eccessi e squilibri nutrizionali quali fattori di rischio per l’insorgenza di malattie metaboliche e degenerative.

Il Piano sanitario regionale individua in una sana alimentazione uno degli obiettivi di salute da perseguire; a tal fine, considerata la complessità della questione alimentare (per le implicazioni di ordine economico, sociale e culturale), è necessario promuovere una politica nutrizionale complessiva che, interessando trasversalmente e sinergicamente la sanità, l’economia, la socialità, la cultura e gli stili di vita, sia in grado di assicurare la disponibilità di alimenti salubri e integri e di promuovere corretti comportamenti alimentari e nutrizionali.

Al riguardo, mentre è indispensabile che le politiche istituzionali si impegnino ad adottare strategie complessive per assicurare la conformità igienico-sanitaria dei processi produttivi e la sicurezza, integrità e qualità nutrizionale dei prodotti alimentari, è altrettanto necessario che:

  • le politiche di produzione e lavorazione dei prodotti alimentari si impegnino a garantire alimenti sani, integri e di adeguata qualità nutrizionale;
  • le politiche di marketing si impegnino ad indirizzare il consumatore ad acquistare ed utilizzare alimenti sani, e sostengano gli alimenti prodotti localmente dalle pressioni del mercato globale;
  • le politiche educative si impegnino a promuovere nei cittadini la capacità di scelte consapevolmente orientate verso comportamenti alimentari e stili di vita sani;
  • le politiche sociali si impegnino a valorizzare gli aspetti positivi dell’alimentazione nelle implicazioni fisiologiche, psicologiche, sociali e culturali, soprattutto in una società che tende ad essere multietnica e multiculturale.

Ciò premesso e secondo gli indirizzi programmatici del PSR, si ritengono prioritarie per la Regione Emilia-Romagna:

1. l’attivazione di un sistema di sorveglianza nutrizionale;
2. l’attuazione degli interventi necessari ad affrontare quegli stati morbosi o pre-morbosi connessi alla nutrizione, ritenuti prioritari per gravità e/o incidenza;
3. l’attuazione di interventi volti a garantire la sicurezza e l’integrità alimentare e a promuovere la qualità nutrizionale;
4. la qualificazione igienico-sanitaria, nutrizionale e gestionale della ristorazione collettiva;
5. l’attuazione di programmi di educazione ed informazione alimentare per sviluppare comportamenti alimentari sani.

 

1.  Attivazione di un sistema di sorveglianza nutrizionale

Obiettivi generali

  • Rilevare in modo sistematico i dati relativi a comportamenti, abitudini e consumi alimentari.
  • Monitorare e valutare lo stato di nutrizione di fasce di popolazione.
  • Rilevare la presenza e distribuzione nella popolazione di stati morbosi associati o mediati dall’alimentazione.
  • Identificare i fattori nutrizionali di rischio e individuare le misure preventive e correttive.
  • Supportare i programmi di informazione, formazione ed educazione alimentare e nutrizionale.

Iniziative da attuare

  • Attivare uno o più Centri regionali di riferimento per:
    • la raccolta, l’analisi e l’elaborazione dei dati relativi ai comportamenti, alle abitudini, ai consumi alimentari;
    • il monitoraggio dello stato nutrizionale della popolazione e la sorveglianza epidemiologica degli stati morbosi correlati all’alimentazione;
    • l’informazione, la formazione e l’educazione alimentare.
  • Definire la rete integrata degli enti, dei servizi territoriali e dei livelli operativi coinvolti nel sistema di sorveglianza.
  • Definire strumenti e metodologie di rilevazione e di indagine.
  • Predisporre ed emanare linee guida.
  • Individuare le priorità sanitarie e le misure preventive e correttive.
  • Elaborare programmi di educazione nutrizionale.
  • Promuovere progetti e programmi di ricerca.

 

2. Le priorità sanitarie

Attualmente sono identificabili quali rilevanti fattori di rischio sanitario la malnutrizione per eccesso (sovrappeso e obesità), le dislipidemie, l’osteoporosi, le intolleranze alimentari, le interrelazioni tra alimentazione e diversi tumori, il danno da radicali liberi.

Obiettivi generali

  • Attuare strategie preventive basate sulla corretta informazione ed educazione per migliorare le conoscenze sul ruolo della nutrizione, dell’esercizio fisico e del peso corporeo per un soddisfacente stato di salute e benessere, nonché per promuovere corretti comportamenti e stili di vita.
  • Impedire lo sviluppo di sovrappeso in soggetti normopeso e ridurre il peso corporeo medio della popolazione.
  • Ridurre la prevalenza dell’obesità e delle dislipidemie.
  • Garantire la sorveglianza epidemiologica degli stati morbosi o pre-morbosi connessi alla nutrizione.
  • Organizzare un’adeguata rete di servizi sanitari per garantire l’assistenza sanitaria di base e quella specialistica, necessaria ad affrontare gli stati morbosi o pre-morbosi connessi alla nutrizione.

Iniziative da attuare

  • Realizzare servizi per la consulenza nutrizionale e l’assistenza sanitaria specialistica per gli stati morbosi e pre-morbosi connessi alla nutrizione.
  • Realizzare iniziative per un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale nelle strategie preventive e nei percorsi assistenziali in campo nutrizionale.
  • Organizzare la sorveglianza epidemiologica degli stati morbosi correlati alla alimentazione.
  • Promuovere la ricerca per una valutazione dei livelli di potenziale difesa dai danni da radicali liberi.
  • Promuovere nella ristorazione collettiva, soprattutto scolastica, la preparazione e la somministrazione di prodotti alimentari a basso contenuto calorico e di grassi.
  • Incentivare l’etichettatura nutrizionale.

 

3. La sicurezza alimentare

La sicurezza igienica dei prodotti alimentari costituisce una questione strategica di rilevante importanza per la tutela della salute e per le implicazioni sociali, economiche e politiche ad essa connesse.

Al riguardo è ormai evidente l’esigenza di una politica per la sicurezza alimentare che coinvolga Istituzioni, Enti, Organizzazioni ed imprese nell’adozione di strategie sanitarie, economiche e sociali coerenti con l’obiettivo della promozione della tutela della salute.

Obiettivi

  • Migliorare qualitativamente l’azione del controllo ufficiale dei competenti servizi sanitari e dei laboratori.
  • Applicare efficienti ed efficaci sistemi di autocontrollo da parte delle imprese alimentari.
  • Qualificare la ristorazione collettiva.
  • Promuovere e sviluppare un sistema agroalimentare ecocompatibile e di qualità, basato su strategie e metodi di produzione finalizzati alla salubrità, integrità e qualità nutrizionale dei prodotti alimentari.
  • Promuovere e sviluppare l’attività di istituzioni ed enti tecnico-scientifici finalizzata alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico nel campo della sicurezza e qualità delle promozioni alimentari.
  • Realizzare gradualmente un sistema per la valutazione della qualità nutrizionale.

Iniziative da attuare

  • Adottare iniziative idonee a garantire sistematicità e qualità delle prestazioni di controllo ufficiale, sia mediante lo sviluppo del processo di accreditamento secondo le norme di assicurazione della qualità, dell’organizzazione e del funzionamento dei Servizi addetti al controllo ufficiale, sia mediante l’attuazione di un sistema di verifica e di valutazione della efficienza ed efficacia delle attività di controllo.
  • Attuare piani per il controllo sul contenuto di additivi, coadiuvanti tecnologici, contaminanti chimico-fisici, ecc. nelle preparazioni alimentari, nonché sull’impiego di alimenti contenenti organismi geneticamente modificati.
  • Potenziare il controllo sulla produzione primaria in agricoltura e nell’igiene degli allevamenti zootecnici, con particolare riguardo all’impiego dei prodotti fitosanitari, all’alimentazione animale e all’utilizzo dei medicinali veterinari.
  • Sviluppare sistemi di sorveglianza delle malattie trasmissibili con gli alimenti, delle infezioni zoonosiche e di quelle a maggiore rilevanza zoosanitaria.
  • Potenziare l’attività di controllo sulla ristorazione collettiva, sia per gli aspetti igienico-sanitari, sia per quelli nutrizionali, e promuovere l’utilizzo di alimenti provenienti da produzioni biologiche o integrate, di prodotti DOP, IGP e a qualità certificata.
  • Attuare iniziative per garantire l’applicazione di adeguati sistemi di autocontrollo nelle imprese, anche med iante la form azione e l&rsqu o;i nformazione degli addetti al settore alimentare e lo sviluppo di programmi e servizi di assistenza e supporto tecnico alle imprese.
  • Attuare programmi di monitoraggio delle produzioni per la verifica della qualità nutrizionale, dell’informazione nutrizionale e della composizione, con particolare riguardo agli alimenti dietetici e per la prima infanzia.
  • Promuovere e sviluppare le produzioni integrate, le produzioni con sistemi biologici e, più in generale, la certificazione volontaria di qualificazione dei processi produttivi e dei prodotti.
  • Valorizzare le produzioni tipiche con l’adozione di specifici disciplinari di produzione.

 

4. La ristorazione collettiva

La rilevante diffusione delle strutture deputate alla somministrazione dei pasti alle collettività, la variabilità della gestione e del servizio offerti, il coinvolgimento dei soggetti più svariati come committenti e fruitori, rendono evidente l’importanza strategica della ristorazione collettiva nel contesto di una programmazione volta a sviluppare e garantire sicurezza alimentare e qualità nutrizionale.

Obiettivi

  • Migliorare la qualità gestionale e produttiva del servizio.
  • Promuovere il ruolo della ristorazione collettiva come strumento e occasione di crescita della cultura alimentare, socializzazione, informazione e adozione di corretti comportamenti alimentari.
  • Sviluppare l’utilizzazione di alimenti di qualità certificata.
  • Promuovere il controllo sociale sul servizio.

Iniziative da attuare

  • Potenziare l’attività di controllo, sia per gli aspetti igienico-sanitari, sia per quelli nutrizionali, e promuovere l’utilizzo di alimenti provenienti da produzioni biologiche o integrate, di prodotti DOP, IGP e a qualità certificata.
  • Realizzare protocolli di intesa e operativi tra i diversi soggetti istituzionali, finalizzati alla costante verifica degli standard igienico-sanitari e dell’adeguatezza dei contenuti nutrizionali.
  • Definire criteri per i contratti di fornitura che privilegino la qualità gestionale e produttiva del servizio.

 

5.  Informazione, formazione ed educazione alimentare

L’informazione, la formazione e l’educazione alimentare costituiscono il fondamentale strumento strategico per favorire lo sviluppo della consapevolezza sulle relazioni tra salute e alimentazione e della capacità a nutrirsi correttamente.

Nell’attuale contesto le nozioni relative all’alimentazione si trasmettono tramite le più diversificate fonti di informazione e i più svariati influenzatori, in modo frammentario, disomogeneo e spesso incoerente e non sempre in grado di supportare l’individuo di fronte alle forti sollecitazioni del mercato.

Da oltre vent’anni, nel territorio regionale, nel quadro dell’educazione alla salute si è sviluppata una ricca tradizione di impegno della Regione, Enti locali, strutture sanitarie, scuole, associazioni, forze sociali ed economiche, nelle attività di divulgazione, informazione, formazione ed educazione nel campo dell’igiene alimentare e della nutrizione, rivolte alla popolazione scolastica, agli operatori, agli anziani, alle famiglie.

Tale rilevante complesso di interventi ha sicuramente prodotto un ricco patrimonio di esperienze, anche di qualità, tuttavia non sufficiente a raggiungere l’efficacia desiderata e incidere significativamente sui comportamenti alimentari. Del resto, la diversità dei soggetti gestori e la frammentarietà e discontinuità degli interventi, la carenza di coordinamento, sono tutti fattori che non hanno consentito di definire schemi, criteri e requisiti utili a confrontare le azioni, nonché a verificare e validare le attività.

Obiettivi

  • Assicurare istituzionalmente la produzione di informazioni corrette e trasparenti sui sistemi produttivi, sulla qualità degli alimenti e sui rischi alimentari.
  • Costruire e sostenere un insieme di alleanze e collaborazioni che assicurino reti organizzate di strutture, strumenti, tecnologie e attività in grado di garantire la diffusione, la divulgazione e l’interscambio delle informazioni.
  • Realizzare strategie formative supportate da un patrimonio di informazioni multidisciplinari (afferenti ai settori agroalimentare, sanitario, ambientale, economico-sociale) e, quindi, tali da sostenere lo sviluppo di una consapevolezza sui temi dell’igiene alimentare, della qualità nutrizionale, della corretta alimentazione.
  • Definire una impostazione metodologica degli interventi formativi che tenga conto, nei contenuti e obiettivi, dei diversi ruoli e livelli dei destinatari e comunque sia rivolta prioritariamente a quei soggetti definibili come cittadini competenti.
  • Realizzare percorsi di educazione alimentare che siano caratterizzati dalla continuità necessaria a consentire l’acquisizione di conoscenze e capacità critiche utili a costruire stabilmente una cultura comportamentale coerente con una corretta nutrizione e con la promozione e la difesa della salute.
  • Inserire stabilmente e organicamente la questione nutrizionale nell’ambito del percorso scolastico.

Iniziative da attuare

  • Istituire un Centro regionale di coordinamento e riferimento per la formazione, l’informazione e l’educazione alimentare.
  • Favorire il rapporto diretto con l’utente tramite uffici, sportelli, linee telefoniche e telematiche dedicate e in grado di soddisfare il bisogno informativo e anche di raccogliere istanze e sollecitazioni.
  • Favorire il rapporto con gruppi di cittadini attraverso strumenti informativi organizzati, momenti di confronto e approfondimento, programmi di formazione ed educazione alimentare.
  • Sviluppare il rapporto con i media per assicurare la diffusione e la divulgazione di informazioni trasparenti, corrette e complete.
  • Privilegiare gli interventi formativi e di aggiornamento rivolti verso i cittadini competenti, cioè quei soggetti che hanno competenza e ruolo ad esercitare influenza nella società e in particolare nel settore dell’alimentazione e nutrizione (operatori e tecnici sanitari, insegnanti e promotori, titolari e addetti di imprese nel settore agroalimentare, economi e gestori mense, ecc.).
  • Definire programmi e percorsi di educazione alimentare in ambito scolastico, integrati e supportati da iniziative di coinvolgimento delle famiglie e da collaborazioni con le realtà produttive e commerciali del territorio.
  • Definire regole di buona pratica del processo comunicativo, così da permettere l’applicazione di sistemi di autoverifica e validazione.

 

6. Soggetti coinvolti e relative azioni raccomandate

Regione

  • Attivare dei Centri regionali di riferimento per la sorveglianza nutrizionale e per la formazione informazione ed educazione alimentare.
  • Definire la rete integrata di enti, servizi territoriali e livelli operativi coinvolti nel sistema di sorveglianza nutrizionale.
  • Emanare linee guida.
  • Individuare le priorità sanitarie e le misure preventive e correttive.
  • Promuovere progetti e programmi di ricerca su specifici obiettivi e, più in generale, promuovere la ricerca scientifica definendo sinergie e forme collaborative con Istituti universitari e scientifici per realizzare un’ampia collaborazione finalizzata al controllo in campo alimentare.
  • Elaborare programmi di educazione nutrizionale.
  • Promuovere e sviluppare le produzioni integrate biologiche e tipiche, la certificazione volontaria dei processi produttivi e dei prodotti, l’utilizzo di alimenti biologici, DOP e IGP nella ristorazione collettiva.
  • Promuovere il processo di accreditamento dei Servizi addetti al controllo ufficiale.
  • Emanare direttive di indirizzo per il controllo sulla produzione primaria in agricoltura e sull’igiene degli allevamenti zootecnici (specialmente sull’impiego dei fitosanitari, sull’alimentazione animale, sull’utilizzo di farmaci veterinari), per il monitoraggio delle produzioni, per la verifica della qualità nutrizionale e dell’informazione nutrizionale (specie nei dietetici e nei prodotti per la prima infanzia), per il controllo sul contenuto di additivi, coadiuvanti tecnologici, contaminanti fisico-chimici e sull’impiego di OGM.
  • Sviluppare programmi e servizi di assistenza e supporto tecnico alle imprese alimentari, finalizzati all’applicazione di adeguati sistemi di autocontrollo.
  • Sviluppare sistemi di sorveglianza delle malattie trasmissibili con gli alimenti, delle principali infezioni zoonosiche e di quelle a maggiore rilevanza sanitaria.

Enti locali

  • Adottare una pianificazione urbanistica che tuteli le aree verdi, promuova la realizzazione di impianti sportivi per l’incentivazione dell’attività motoria e di ambienti sociali che favoriscano scelte verso stili di vita coerenti con la tutela della salute.
  • Promuovere nella ristorazione collettiva, soprattutto scolastica, la preparazione e la somministrazione di prodotti alimentari a basso contenuto calorico e di g rassi, l&rs quo;utilizz o di alimenti provenienti da produzioni biologiche o integrate, di prodotti DOP, IGP e a qualità certificata.
  • Definire criteri per i contratti di fornitura che privilegino la qualità gestionale e produttiva del servizio di ristorazione scolastica.
  • Realizzare protocolli di intesa e operativi tra i diversi soggetti istituzionali finalizzati alla costante verifica degli standard igienico-sanitari e dell’adeguatezza dei contenuti nutrizionali nella ristorazione scolastica.
  • Favorire il rapporto con gruppi di cittadini attraverso strumenti informativi organizzati, momenti di confronto e approfondimento, uffici, sportelli, linee telefoniche e telematiche dedicate e in grado di soddisfare il bisogno informativo e di raccogliere istanze e sollecitazioni.
  • Sviluppare il rapporto con i media per assicurare la diffusione e la divulgazione di informazioni trasparenti, corrette e complete.
  • Definire programmi e percorsi di educazione alimentare in ambito scolastico, integrati e supportati da iniziative di coinvolgimento delle famiglie e da collaborazioni con le realtà produttive e commerciali del territorio.
  • Sostenere le iniziative di sviluppo delle produzioni biologiche, integrate e con certificazione del processo produttivo, nonché delle iniziative di assistenza e supporto tecnico alle imprese.

Aziende sanitarie

  • Realizzare servizi per la consulenza nutrizionale e l’assistenza sanitaria specialistica per gli stati morbosi e pre-morbosi connessi alla nutrizione.
  • Realizzare iniziative per un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale nelle strategie preventive e nei percorsi assistenziali in campo nutrizionale.
  • Organizzare la sorveglianza epidemiologica degli stati morbosi correlati all’alimentazione.
  • Garantire sistematicità e qualità delle prestazioni di controllo ufficiale, sia mediante lo sviluppo del processo di accreditamento, sia mediante l’attuazione di un sistema di verifica e di valutazione della efficienza ed efficacia delle attività di controllo.
  • Attuare piani per il controllo sul contenuto di additivi, coadiuvanti tecnologici, contaminanti chimico-fisici, ecc. nelle preparazioni alimentari, nonché sull’impiego di alimenti contenenti organismi geneticamente modificati, e nell’etichettatura nutrizionale.
  • Potenziare il controllo sulla produzione primaria in agricoltura e sull’igiene degli allevamenti zootecnici, con particolare riguardo all’impiego dei prodotti fitosanitari, all’alimentazione animale e all’utilizzo dei medicinali veterinari.
  • Attuare sistemi di sorveglianza delle malattie trasmissibili con gli alimenti, delle infezioni zoonosiche e di quelle a maggiore rilevanza zoosanitaria.
  • Potenziare l’attività di controllo sulla ristorazione collettiva, sia per gli aspetti igienico-sanitari, sia per quelli nutrizionali.
  • Attuare iniziative per garantire l’applicazione di adeguati sistemi di autocontrollo nelle imprese, anche mediante la formazione e l’informazione degli addetti al settore alimentare.
  • Attuare programmi di monitoraggio delle produzioni per la verifica della qualità nutrizionale, dell’informazione nutrizionale e della composizione degli alimenti.
  • Stabilire il rapporto diretto con l’utente tramite uffici, sportelli, linee telefoniche e telematiche dedicate; organizzare momenti di confronto e approfondimento; attuare programmi di formazione ed educazione alimentare.
  • Organizzare il rapporto con i media.
  • Attuare gli interventi formativi e di aggiornamento rivolti verso i cittadini competenti.
  • Definire forme collaborative con istituti universitari.
  • Garantire la formazione permanente e la riqualificazione degli addetti al controllo ufficiale.

 

Data di pubblicazione:
25/02/2001
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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pubblicato il 2001/02/25 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2013-02-15T17:39:00+02:00

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