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Dossier n. 71/2002 - Farmaci antimicrobici in età pediatrica. Consumi in Emilia-Romagna

Descrizione/Abstract:

L’utilizzo di farmaci antimicrobici in comunità rappresenta uno dei problemi cruciali nel controllo della diffusione delle farmaco-resistenze in ambito umano: il singolo fattore più importante nella selezione di patogeni respiratori resistenti è, infatti, rappresentato dalla pressione selettiva esercitata dagli antibiotici.

La presente indagine, condotta sulle prescrizioni di antibiotici nel 2000 nella popolazione pediatrica della regione Emilia-Romagna, evidenzia l’esistenza di una esposizione diffusa agli antibiotici in età pediatrica, anche nel primo anno di vita, e una consistente variabilità tra le Aziende sanitarie della regione sia nella frequenza di uso di antibiotici, sia nella scelta delle molecole.

 

Esposizione ad antibiotici in età pediatrica

La frequenza di esposizione in età pediatrica appare elevata:

  • nella fascia di età compresa fra 1 e 14 anni, più della metà dei bambini viene esposta almeno una volta durante l’anno a tali farmaci;
  • nei bimbi più piccoli, al di sotto dell’anno di età, il rischio di esposizione è ancora più elevato (64,1 per 100 persone-anno);
  • poiché nell’analisi sono stati inclusi solo gli antibiotici dispensati a carico del Servizio sanitario nazionale, l’esposizione rilevata è verosimilmente una sottostima di quella reale: un recente lavoro in pediatria ha sottolineato, infatti, come le spese a carico della famiglia per l’acquisto di farmaci antimicrobici rappresentino il 30% circa del totale della spesa per farmaci.

La frequenza di esposizione varia in maniera significativa tra le diverse Aziende sanitarie della regione, soprattutto nei bambini sotto l’anno di vita; la frequenza di prescrizione di farmaci topici varia molto da Azienda ad Azienda anche nei bambini più grandi:

  • l’esposizione agli antibiotici nei bambini sotto 1 anno di vita è fino al 37% più elevata a Modena rispetto a Bologna (i tassi variano da 54,7 a 74,9/100 persone-anno); tale variabilità si riscontra sia per i farmaci sistemici (esposizione fino al 40% più elevata, tassi che variano da 50,2 di Bologna a 70,4 di Modena), sia per quelli topici (esposizione fino al 39,7% più elevata, tassi che variano da 5,8 di Piacenza a 23,0 di Cesena);
  • l’esposizione a farmaci topici è molto variabile tra le Aziende anche nei bambini tra 1 e 14 anni: a Cesena l’esposizione dei bambini è più elevata del 250% rispetto a Piacenza (i tassi variano da 2,8 a 9,8/100 bambini residenti in quella fascia di età).

 

Tipo di farmaci utilizzati

Oltre alla frequenza di esposizione, anche la scelta del tipo di antibiotico influenza il rischio di selezione di ceppi antibiotico-resistenti: il ricorso frequente a molecole di ultima generazione, ove non necessario data l’epidemiologia locale, aumenta il rischio di selezione di batteri resistenti a farmaci che dovrebbero essere preservati.

L’indagine ha evidenziato un’ampia variabilità tra Aziende nella scelta di farmaci di ultima generazione, da considerare di seconda scelta; in particolare è stato evidenziato che:

  • il rapporto tra penicilline naturali e ad ampio spettro e farmaci di seconda scelta (ad esempio, penicilline protette e cefalosporine) nei bambini sopra 1 anno di età è molto variabile: a Piacenza e a Parma vi è una sola prescrizione di farmaci di seconda scelta ogni 4 prescrizioni di penicilline naturali o ad ampio spettro; a Cesena il rapporto è invertito: per ogni prescrizione di penicilline naturali o ad ampio spettro, vi sono 4 prescrizioni di antibiotici di seconda scelta.
  • il ricorso a molecole di seconda scelta non risulta correlato con il consumo globale di farmaci; esistono infatti Aziende con un elevato consumo di farmaci e un ricorso a farmaci di II scelta relativamente basso (Forlì, Ferrara, Reggio Emilia); Aziende con basso ricorso a farmaci di seconda scelta e consumo di farmaci relativamente basso (Bologna, Ravenna, Cesena); vi sono poi realtà in cui sono elevati sia il consumo di antimicrobici sia il ricorso a farmaci di II scelta (Piacenza, Parma e Modena).

Poiché è difficile immaginare che esistano differenze epidemiologiche importanti tra le Aziende della regione nella frequenza di infezioni in età pediatrica, nella loro eziologia e nella diffusione di ceppi resistenti, la variabilità osservata tra Aziende appare un fenomeno che richiede approfondimenti ulteriori.

Quanto emerso dall’indagine rende quanto mai opportuno l’avvio di specifici progetti volti alla riduzione sia del consumo globale di farmaci antimicrobici sia del ricorso a farmaci di nuova generazione ad ampio spettro.  

 

Data di pubblicazione:
29/10/2002
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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