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Dossier n. 94/2004 - Raccomandazioni per la prevenzione delle lesioni da decubito

Descrizione/Abstract:

Le lesioni da decubito sono aree di danno localizzato alla cute e ai tessuti sottostanti, causato da pressione, frizione e taglio. Hanno come determinanti:

  • fattori predisponenti legati alle caratteristiche del paziente (ipotrofismo, malnutrizione, diabete, ipoperfusione, pelle esposta costantemente all’umidità, alterata percezione sensoriale, mobilità limitata, età);
  • fattori direttamente legati alle modalità assistenziali adottate durante l’ospedalizzazione (effetti collaterali di farmaci, interventi chirurgici, prolungato allettamento).

Così come il monitoraggio di altri eventi avversi, la sorveglianza della loro incidenza rappresenta un aspetto importante - ma spesso trascurato - del grado di attenzione che un servizio sanitario riesce a esprimere nei confronti dei propri pazienti. Le lesioni da decubito rappresentano infatti un problema rilevante: provocano disagio e dolore, rallentano il processo di guarigione, prolungano la degenza, aumentano la morbilità, la mortalità e i costi. Anche dal punto di vista epidemiologico si tratta di un fenomeno importante: da ricerche condotte a livello nazionale e internazionale emergono frequenze variabili da un minimo del 4% a un massimo del 34% a seconda del disegno di studio (prevalenza o incidenza), delle modalità di rilevazione adottate, della tipologia di pazienti considerati.

I risultati di un’indagine condotta nel 2000 nelle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna indicano una prevalenza complessiva delle lesioni da decubito nei pazienti ricoverati pari al 7,1% ed evidenziano alcuni elementi problematici. In particolare, la prevalenza di queste lesioni al netto dell’effetto del case mix è risultata essere molto variabile tra le Aziende (dal 2,9% al 9,7%), dato che verosimilmente indica una diversa capacità a livello aziendale di adottare adeguate misure di prevenzione.

Infatti, la prevenzione delle lesioni da decubito richiede la disponibilità di strumenti tecnici adeguati, ma anche un contesto di cultura professionale attenta al fenomeno e capace di identificare i pazienti a rischio (adottando per esempio specifici strumenti, come le scale di valutazione Braden e Norton), e un contesto organizzativo in grado di mantenere pratiche di nursing - quali il periodico cambio posturale del paziente - in sé semplici ma talvolta onerose, soprattutto per la cronica carenza di personale infermieristico.

La prevenzione delle lesioni da decubito richiede infatti la disponibilità di strumenti tecnici adeguati (costant low pressure devices, presidi alimentati), ma anche un contesto di cultura professionale attenta al fenomeno e capace di identificare i pazienti a rischio (adottando per esempio specifici strumenti, come le scale di valutazione disponibili), e un contesto organizzativo in grado di mantenere pratiche di nursing - quali il periodico cambio posturale del paziente - in sé semplici ma talvolta onerose, soprattutto per la cronica carenza di personale infermieristico.

Queste raccomandazioni sono state elaborate da un gruppo di lavoro regionale coordinato dal CeVEAS (Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria, Modena) con l’obiettivo primario di rispondere in maniera sintetica ad alcuni dei quesiti clinico-organizzativi sollevati dal rapporto dell’Agenzia sanitaria relativamente agli aspetti della prevenzione; in particolare sono state affrontate le seguenti criticità:

  • fattori di rischio di lesioni da decubito e modalità di valutazione del rischio sul singolo paziente (quesiti nn. 1 e 2);
  • indicazioni e modalità di prevenzione (quesito n. 3);
  • indicatori dell’applicazione e dell’efficacia delle raccomandazioni formulate (quesito n. 10).

Sono invece rimandate alle fasi successive del progetto le risposte agli altri quesiti:

  • criteri di stazione delle lesioni (quesito n. 4);
  • modalità per la gestione locale - medica e chirurgica - del decubito, per la gestione complessiva del paziente con decubito, e per la gestione delle complicanze (quesiti nn. 5, 6 e 7);
  • ruolo delle terapie non convenzionali (quesito n. 8);
  • modalità per l’implementazione delle raccomandazioni formulate (quesito n. 9).

Presso il CeVEAS è stata condotta una ricerca sistematica delle linee guida sulla prevenzione e/o sul trattamento delle lesioni da decubito pubblicate negli ultimi 10 anni, consultando sia siti di agenzie nazionali, di agenzie di technology assessment e di organismi indipendenti internazionali, sia le principali banche dati biomediche

Le otto linee guida selezionate attraverso una comparazione basata su specifici criteri metodologici, sono state poi tradotte ed esaminate, per poter predisporre una sinossi completa delle raccomandazioni in esse contenute indicando - quando presente - anche il livello di evidenza e la forza delle raccomandazioni stesse

Per ogni quesito sono state riscontrate le raccomandazioni comuni, le eventuali differenze e/o discrepanze, per arrivare a una raccomandazione finale, commentata e arricchita da considerazioni o suggerimenti aggiuntivi. In questo modo è stato identificato un numero ristretto di raccomandazioni, molto condivisibili, di provata efficacia e applicabili nel contesto sanitario dell’Emilia-Romagna.

Viene infine proposto un percorso assistenziale, con la scheda di valutazione continua da utilizzare per i pazienti a rischio.

 

Data di pubblicazione:
29/07/2004
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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