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Dossier n. 100/2004 - Dinamiche del personale infermieristico nelle Aziende sanitarie. Permanenza in servizio e mobilità in uscita

Descrizione/Abstract:

Sempre più frequentemente si verificano in Emilia-Romagna disequilibri fra le necessità di specifiche risorse espresse dalle Aziende sanitarie e le disponibilità di determinati profili professionali formati dalle istituzioni scolastico-universitarie. Le strutture sanitarie locali si trovano quindi, come dimostra anche l’evidenza empirica, quasi quotidianamente a dover fare i conti con una non adeguata programmazione nei fabbisogni di particolari professionalità, spesso fondamentali per assicurare il buon funzionamento e garantire i servizi di base. L’intero progetto di ricerca triennale 2001-2003 “Demografia professionale” dell’Area di programma Risorse umane dell’Agenzia sanitaria regionale prende il via da questa ipotesi.

Particolarmente attuali per le forti implicazioni con l’organizzazione aziendale sono i problemi che riguardano il profilo professionale infermieristico. A causa di un eccesso della domanda rispetto all’offerta, le Aziende sanitarie sono spinte a selezionare e reclutare personale proveniente da altre regioni italiane, in particolare dal Centro e dal Meridione.

Al fine di innovare e/o migliorare i sistemi di previsione del fabbisogno di personale, sono stati approfonditi due aspetti apparsi particolarmente strategici per il loro impatto e le loro implicazioni rispetto all’organizzazione e alla gestione aziendale della risorsa infermieristica: la permanenza in servizio e la mobilità in uscita.

La permanenza del personale infermieristico all’interno di un’Azienda può essere esaminato nel dettaglio sia attraverso la durata sia attraverso altre variabili che possono averla eventualmente influenzata.
Dallo studio effettuato in dieci Aziende sanitarie della regione* sugli infermieri assunti nel periodo 1/1/1997-31/12/2001, emerge che:

  • più di un quinto (22%) è uscito nei primi dodici mesi;
  • circa metà è uscita entro i primi tre anni e mezzo dall’assunzione;
  • la variabile che più ha influenzato la permanenza in servizio è la residenza anagrafica; il 38% infatti degli infermieri con residenza extra-regionale era uscita dopo il primo anno e dopo 18 mesi ne era rimasta la metà in servizio.

È stato quindi esaminato il fenomeno della mobilità verso Aziende sanitarie di altre regioni degli infermieri già in servizio all’1/1/1997 o assunti nel periodo 1997-2001 dalle nove Aziende sanitarie della regione** oggetto di studio. Si è osservato che:

  • la mobilità verso altre strutture del Servizio sanitario nazionale è la seconda causa di uscita dalla struttura di appartenenza (41,9% del totale), seconda solo al “recesso/dimissioni volontarie” (43,8%), ma ben al di sopra del “collocamento a riposo” (11,5%) e “altro motivo” (2,8%);
  • anche se i dati non sono completi, la mobilità extra-regionale incide per circa un terzo del totale della “mobilità verso altra Azienda sanitaria”, e potrebbe arrivare al 51% se si considerasse la stessa proporzione nei casi con destinazione non specificata;
  • il numero di infermieri usciti ogni anno dalle Aziende sanitarie per mobilità nel quinquennio di riferimento (1997-2001) è quasi quadruplicato, passando da 119 a 430 unità, con un picco fra il 1998 e il 1999 quando la cifra è più che raddoppiata;
  • in particolare nel 2001 (dati completi per tutte le Aziende), dei 430 infermieri usciti per mobilità, 250 si sono trasferiti fuori regione, e tra questi il 69,2% nelle regioni meridionali, il 22,4% in quelle centrali e l’8,4% in quelle settentrionali; più di un terzo degli infermieri che si sono trasferiti in altre regioni è andato in Campania.

La conoscenza approfondita sulla durata della permanenza in servizio e sui processi di mobilità in uscita del personale sono elementi di grande rilevanza per le previsioni del fabbisogno futuro della risorsa infermieristica e per la capacità di trattenere il personale infermieristico, soprattutto quando si è molto investito selezionandolo, completandone la formazione sul campo, e valorizzandone il contribuito.

 

_________________________________

* Aziende USL di Reggio Emilia, Modena, Imola, Città di Bologna, Cesena, Ferrara e Rimini; Aziende ospedaliere di Reggio Emilia, Modena e Ferrara.
** Le stesse di cui alla nota 1, esclusa l´Azienda USL di Cesena che non ha inviato questi dati.

 

Data di pubblicazione:
25/11/2004
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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pubblicato il 2004/11/25 01:00:00 GMT+2 ultima modifica 2019-01-17T18:08:32+02:00

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