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Dossier n. 136/2006 - Uso degli antimicrobici negli animali da produzione. Limiti delle ricette veterinarie per attività di farmacosorveglianza

Descrizione/Abstract:

L’utilizzo appropriato di antibiotici in veterinaria è un importante obiettivo di salute per la collettività, considerato il suo possibile impatto sulla prevenzione dell’emergenza di batteri antibiotico-resistenti nell’uomo. In Italia non esiste un sistema informativo nazionale sull’utilizzo di antibiotici in ambito veterinario, né sono state condotte indagini mirate a quantificare l’entità del consumo e le sue caratteristiche qualitative.

La Regione Emilia-Romagna è particolarmente interessata a questo problema, data l’entità della produzione zootecnica. Per questo motivo nel 2003 è stata condotta un’indagine a livello regionale con l’obiettivo di:

  • misurare la frequenza di esposizione agli antibiotici negli animali da reddito, attraverso l’analisi delle prescrizioni veterinarie;
  • valutare l’accuratezza delle ricette veterinarie per il monitoraggio dell’uso di antibiotici.

 

Metodologia

L’indagine ha interessato le Aziende sanitarie di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Cesena, Forlì e Ravenna.

In ciascuna di queste Aziende sono stati inclusi gli animali da reddito delle specie maggiormente rappresentate, esclusi gli equini, alcune specie avicole, api, selvaggina, animali da pelliccia, pesci. Sono stati esclusi anche gli animali da affezione e gli animali utilizzati per la ricerca.

Sono state analizzate tutte le prescrizioni di antibiotici pervenute ai Servizi veterinari nell’arco di 1 mese.

 

Risultati

Utilità dell’attuale ricetta veterinaria a fini di monitoraggio dell’uso di antibiotici 
La ricetta veterinaria, compilata in forma cartacea, graficamente difforme da Azienda ad Azienda, non leggibile elettronicamente, rende molto difficile il suo utilizzo per il monitoraggio. L’indagine ha infatti evidenziato numerosi problemi di lettura e interpretazione, che hanno richiesto il contatto diretto con il prescrittore e quindi un impegno enorme di risorse e di tempo.

È stato inoltre impossibile, a partire dalla ricetta e dall’anagrafe degli allevamenti, calcolare il cosiddetto Animal Defined Daily Dosage, un indicatore di consumo giornaliero di antibiotico in grado di tenere conto sia della potenza terapeutica di ciascun antibiotico, sia dell’età dell’animale e quindi della quantità attesa di antibiotico. In assenza di questo indicatore, i dati possono essere utilizzati esclusivamente per valutare - in modo grossolano - se alcune classi di antibiotico o specifici principi attivi vengono prescritti o meno, ma non per calcolare la frequenza di prescrizione di specifiche classi di antibiotico rispetto ad altre, né per confrontare le Aziende sanitarie in modo accurato.

 

 Prescrizioni di antibiotici

Nel periodo di studio sono state redatte 4.175 ricette di antibiotici, per un totale di 8.098 prescrizioni di antibiotici, di cui il 23% sotto forma di medicato, il 24% per scorta e il 52% per uso diretto.

 Le specie alle quali sono destinate il maggior numero di ricette e di prescrizioni di antibiotico nelle diverse Aziende sanitarie incluse nello studio regionale sono i bovini (52,2% delle ricette e 57% delle prescrizioni regionali nel periodo di studio) e i suini (39% delle ricette, 36% delle prescrizioni); seguono i polli (6% e 4% rispettivamente), i conigli, i tacchini e gli ovicaprini. Le prescrizioni di medicato rappresentano il 63% di tutte le prescrizioni a conigli e il 60% di quelle a suini. Le 1.946 prescrizioni di antibiotico per scorta sono destinate soprattutto a bovini e suini.

In totale sono stati prescritti 23.892 pezzi di antibiotico, mediamente 3,8 pezzi per prescrizione. Nelle ricette per scorta il numero di pezzi è però sensibilmente più elevato (5,1 in media contro 3,3 nelle ricette per uso diretto). Per quanto concerne le specie, i tacchini hanno il rapporto più elevato pezzi/prescrizioni (28,4), seguiti da polli (13) e suini (5,7).

Su 11.160 allevamenti presenti nelle Aziende sanitarie considerate, globalmente nel 18,6% di questi è stata effettuata almeno una prescrizione durante il periodo di studio; tale proporzione varia dal 60% degli allevamenti nei tacchini all’1,4% negli ovicaprini.

I suini sono la specie per la quale viene prescritta una quantità globale maggiore di antibiotico, sia come valore assoluto sia in relazione al numero di capi. Come quantità assoluta, dopo i suini vi sono polli, tacchini, bovini, conigli, ovicaprini; come quantità per 1.000 capi, dopo i suini vi sono bovini, tacchini, conigli, polli e ovicaprini.

La classe di antibiotici prescritta in quantità proporzionalmente maggiore è rappresentata dalle tetracicline (anche perché la dose terapeutica giornaliera necessaria è elevata), seguite da sulfamidici, penicilline e macrolidi. Le tetracicline rappresentano la classe per la quale viene prescritta la quantità maggiore di antibiotici per tutte le specie, tranne che per i conigli. Altre classi quantitativamente rilevanti sono i sulfamidici e i macrolidi (ma non per quanto concerne i tacchini), le penicilline, gli aminoglicosidi (ma non per polli e suini), i chinoloni (ma solo per i polli).

Nel caso dei bovini, 20 molecole rappresentano il 90% della quantità totale di antibiotici prescritti. Ai primi posti si trovano le tetracicline (ossatetraciclina e clortetraciclina) seguite dalla tilosina. Per le altre specie, il 90% della quantità totale di antibiotico prescritta è rappresentato da un numero più limitato di molecole: 11 nel caso dei suini, 9 nel caso degli ovicaprini, 7 nel caso dei polli, 3 per i tacchini e 7 per i conigli.

Conclusioni

Per poter utilizzare le ricette veterinarie a fini di farmacosorveglianza, in modo da monitorare i trend di prescrizione antibiotica in ambito veterinario e verificare nel tempo l’effetto di eventuali interventi mirati a ridurre l’uso inappropriato di antibiotici in questo ambito, appare necessario:

  • standardizzare le informazioni incluse nella ricetta veterinaria, in particolare quelle necessarie per l’analisi dell’uso di antibiotico: tipo di antibiotico prescritto, posologia e durata, via di somministrazione, tipo ed età dell’animale al quale l’antibiotico è stato prescritto;
  • introdurre meccanismi di lettura ottica della ricetta, in modo da migliorare la qualità delle informazioni rilevate e il loro trattamento informatico;
  • migliorare qualità e accuratezza delle anagrafi degli allevamenti per quanto concerne le modalità di registrazione dell’età degli animali;
  • attivare la trasmissione continua per via informatica dei dati relativi alle ricette veterinarie, in modo da poter quantificare l’entità della prescrizione nel corso di tutto l’anno e rapportarla alle dimensioni medie dell’allevamento.

 

Data di pubblicazione:
30/10/2006
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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