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Dossier n. 164/2008 - La rappresentazione del capitale intellettuale nelle organizzazioni sanitarie

Descrizione/Abstract:

Il Dossier si pone l’obiettivo di descrivere lo sviluppo del progetto “Capitale intellettuale” seguendone argomenti trattati e risultati conseguiti nell’arco del triennio 2004-2006.

È importante precisare che quando si parla di capitale intellettuale per un’azienda, si intende l’insieme dei “saperi” posseduti dalle persone che vi lavorano, delle modalità organizzative con cui è gestita e dei rapporti che essa intrattiene con i soggetti esterni. Si tratta, sempre e comunque, di fattori cosiddetti intangibili, ossia non quantificabili secondo i tradizionali parametri propri del bilancio economico-finanziario; per questo è difficile misurarli, valutarli, assegnare ad essi un valore economico. Considerata però la loro importanza, si è cercato di descriverli e di analizzarne l’impatto sull’andamento di un’azienda, in questo caso sanitaria.

Al progetto, che è stato coordinato dall’Agenzia sanitaria regionale e condotto in collaborazione con l’Università di Ferrara, Centro di ricerca sull’economia e management della salute (CRISAL), hanno partecipato cinque Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna, rappresentative delle seguenti tipologie:

  • Azienda USL (Piacenza, Parma, Rimini);
  • Azienda ospedaliero-universitaria (Ferrara);
  • Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Istituti Ortopedici Rizzoli).

Il documento che segue è articolato in quattro capitoli, i cui contenuti ripercorrono anche temporalmente lo svolgimento del progetto trattando i seguenti aspetti:

  1. quadro teorico di riferimento, volto a fornire al lettore la nozione di capitale intellettuale (CI) e il suo stretto legame con le tematiche della “conoscenza” e delle risorse “intangibili”. Per introdurre il CI e renderne più immediata la successiva trattazione, viene altresì presentata la letteratura esistente in materia (scarsa quella relativa al settore pubblico e al settore sanitario), ed è analizzato più nel dettaglio l’approccio teorico (le cosiddette three ways) che si è deciso di seguire durante lo sviluppo del progetto regionale;
  2. metodologia adottata; l’indagine è stata condotta all’interno delle Aziende sanitarie coinvolte nel progetto. Dopo l’analisi della letteratura in tema di capitale intellettuale e l’individuazione di un quadro teorico di riferimento, il gruppo di lavoro ha proceduto alla scelta delle determinanti del CI, degli elementi che le compongono e degli indicatori che meglio possono consentirne una corretta rappresentazione. Il modello così ottenuto per l’analisi del capitale intellettuale, condiviso dal gruppo di progetto, è stato inizialmente testato dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara e successivamente l’indagine è proseguita all’interno di ciascuna Azienda partecipante (mediante la raccolta di dati e lo svolgimento di interviste);
  3. modello di analisi proposto; posto l’obiettivo di individuare un modello di report per la rappresentazione del capitale intellettuale nelle Aziende sanitarie, gli elementi presi in considerazione sono stati molteplici, partendo dalla considerazione che si tratta di Aziende pubbliche, dal ruolo che esse ricoprono, dalle caratteristiche del Servizio sanitario nazionale e regionale, dalle relazioni con gli altri attori in essi operanti.
    Il modello di CI individuato dal gruppo di progetto rappresenta quello generalmente condiviso all’interno della letteratura economico-aziendale e vede la sua scomposizione in:
    • capitale relazionale: relazioni che l’Azienda sanitaria instaura con i soggetti esterni ad essa (fornitori, pazienti, popolazione, ecc.) e che possono favorire lo sviluppo di vantaggi competitivi, ad esempio in termini di immagine e di reputazione;
    • capitale individuale: insieme degli elementi in grado di rappresentare il livello di formazione, le conoscenze, le competenze e l’esperienza delle risorse umane (personale medico, infermieristico, tecnico, amministrativo, ecc.) operanti in un’Azienda sanitaria;
    • capitale interno: aspetti correlati alla gestione e all’organizzazione interna aziendale, quali il sistema contabile e informatico, i modelli di ricerca e sviluppo, la presenza di brevetti e copyright, la cultura e il clima organizzativi;
  4. primi risultati della sperimentazione: commento e interpretazione “critica” dei risultati ottenuti grazie a una lettura trasversale dei cinque report aziendali. Lo scopo è quello di esaminare i dati e le informazioni raccolti rispetto ai tre macro-ambiti proposti (capitale relazionale, individuale e interno): considerato che si tratta di un progetto in fase sperimentale, è molto importante che le stesse Aziende pilota esprimano una prima valutazione sul grado di reperibilità e significatività degli indicatori oggetto di studio.

 

Data di pubblicazione:
01/06/2008
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