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Dossier n. 169/2008 - Le opinioni dei professionisti della sanità sulla formazione continua

Descrizione/Abstract:

Il Ministero della salute e le Regioni hanno preso l’impegno, con l’Accordo sulla formazione continua del 1° agosto 2007, di sviluppare un nuovo programma di Educazione continua in medicina. La governance è affidata a una Commissione nazionale nel cui ambito è stato anche previsto un Osservatorio nazionale sulla qualità dell’ECM che sarà collegato a un sistema di Osservatori regionali.

L’obiettivo di realizzare un sistema in grado di verificare e di promuovere su scala nazionale la qualità della formazione continua attraverso l’opera di osservatori indipendenti e con criteri e modalità condivisi era emerso già negli anni precedenti.

In particolare, con l’Accordo sulla formazione continua adottato il 20 maggio 2004 nella Conferenza Stato-Regioni, era stato condiviso l’impegno a studiare le modalità con cui raggiungere tale obiettivo e a realizzare un progetto pilota per disegnare la proposta di questo Osservatorio, corredata dagli strumenti, dalle indicazioni per le modalità delle osservazioni e da un modello di percorso formativo per osservatori.

Il progetto pilota è stato realizzato negli anni 2005-2007 con il finanziamento del Ministero della salute e la partecipazione dell’Emilia-Romagna - che ha svolto il ruolo di coordinamento e gestione della sperimentazione -, del Lazio, della Lombardia, delle Marche, della Puglia, della Toscana, del Trentino, della Valle d’Aosta e del Veneto. I risultati finali del progetto sono stati presentati in un convegno a Bologna il 21-22 maggio 2007 (vedi anche Dossier n. 170).

Il sistema di osservazione proposto si fonda su sei cardini: analisi della documentazione; visite di osservazione; criteri, strumenti e modalità di osservazione standardizzati (griglie); osservatori indipendenti; indagini qualitative e quantitative sulle opinioni; modalità comuni di elaborazione dei risultati delle osservazioni.

Per sperimentare altri strumenti di valutazione della qualità, nel periodo ottobre-novembre 2006 sono state condotte anche due indagini su scala nazionale sulle opinioni degli operatori sanitari in merito alla formazione continua ricevuta dall’inizio del programma di ECM e alle sue prospettive. Queste due indagini vengono qui riportate sia per i risultati ottenuti che possono dare utili indicazioni nella progettazione del nuovo sistema ECM, sia anche per l’interesse metodologico che possono rivestire per la progettazione degli Osservatori sulla qualità.

La prima indagine aveva carattere qualitativo ed è stata realizzata attraverso focus group in diverse regioni con dirigenti di Uffici formazione, Servizi infermieristici e strutture assistenziali di Aziende sanitarie pubbliche.

La seconda indagine, di carattere quantitativo, è stata condotta dalle Unità operative del progetto e dai partecipanti al Corso per osservatori della qualità dell’ECM attraverso due modalità complementari che utilizzavano lo stesso questionario:

  • uno studio su base campionaria, effettuato in 14 Aziende sanitarie (territoriali, ospedaliere e ospedaliero-universitarie) di 11 regioni, a cui hanno risposto quasi 3.300 operatori;
  • un sondaggio volontario, accessibile in linea attraverso i siti web di Assessorati regionali alla sanità e Aziende sanitarie, e a cui hanno partecipato quasi 10.800 persone di molte regioni, soprattutto di Toscana, Emilia-Romagna, Marche, Lombardia, Friuli, Veneto, Lazio e Puglia.

Per avere un’idea di quanto questa indagine possa essere utile per rappresentare il complesso insieme di opinioni delle persone interessate all’ECM a livello nazionale, è anche importante notare che:

  • è stata effettuata alla fine del primo periodo di sperimentazione di 5 anni del programma ECM e, quindi, raccoglie opinioni maturate nel corso di un tempo prolungato;
  • ha coinvolto un numero di operatori elevato, di numerose aree del Paese, di ogni professionalità (tra cui circa il 28% medici e il 62% delle professioni sanitarie) e di ogni tipo di struttura sanitaria (territoriale, ospedaliera, ospedaliero-universitaria);
  • non esistono confronti con altre indagini di comparabile dimensione e distribuzione;
  • ha una propria coerenza interna dimostrabile con la larga sovrapponibilità delle risposte tra lo studio campionario e il sondaggio.

Il primo dato rilevante che emerge dall’analisi preliminare dei dati è il giudizio complessivamente positivo che viene espresso sulle opportunità di formazione a partire dall’introduzione del sistema ECM: circa il 50% dei rispondenti sostiene che siano state maggiori di prima e quasi il 75% ritiene che siano state di buona qualità. La maggioranza netta dei rispondenti ritiene anche che la formazione ricevuta abbia contribuito positivamente a soddisfare le proprie necessità di aggiornamento e a migliorare le competenze professionali, e che le Aziende sanitarie abbiano saputo rilevare efficacemente i bisogni formativi.

Una serie di domande riguardavano le diverse tecniche didattiche. I rispondenti, in larga maggioranza, considerano utili tutte le tecniche, residenziali, sul campo e anche la lettura di articoli scientifici che non è ancora entrata nel sistema di accreditamento. Più freddo è il giudizio sull’utilità della formazione a distanza: da una media di circa 75% di pareri positivi sulle altre tecniche si scende a meno del 50%, probabilmente per le scarse occasioni di accesso a qualificati programmi in e-learning.

Sorprendente è risultato l’interesse dei partecipanti verso la funzione formativa degli operatori sanitari. Quasi il 20% afferma di svolgere assiduamente attività di docenza o tutoraggio e circa il 30% saltuariamente, e 3 persone su 4 giudicano molto utile per un operatore sanitario dedicare all’attività didattica una parte del proprio impegno professionale. Si tratta di migliaia di operatori sanitari impegnati nella formazione attiva, che rappresentano una risorsa importante, anche per l’Università, non ancora sufficientemente conosciuta e valorizzata.

Sono interessanti anche le risposte alla domanda su quanto fossero state presenti le sponsorizzazioni durante le attività formative. Sia nell’indagine su base campionaria che nel sondaggio, oltre il 50% delle risposte sono state “poco” o “molto poco” e circa il 30% “molto” o “moltissimo”. Forse il fenomeno, nelle sue forme esteriori, è meno sentito di quanto si potesse immaginare.

Più controverse, in conclusione, le risposte sull’utilità che ha avuto la formazione in questi anni per i processi di miglioramento delle organizzazioni sanitarie. Sembra, infatti, che su questo tema gli operatori si dividano in due gruppi contrapposti di peso pressoché equivalente: uno che esprime giudizi sostanzialmente positivi e l’altro negativi. Sarà interessante valutare in modo più analitico la distribuzione delle risposte tra aree geografiche, professioni e struttura di appartenenza. In ogni caso si verifica anche una larghissima confluenza (superiore all’80%) di risposte decisamente positive alla domanda se si ritiene utile un impegno maggiore delle Aziende sanitarie nell’organizzazione diretta di attività formative.

 

Data di pubblicazione:
03/09/2008
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
Lingua della pubblicazione:
Italiano
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