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Dossier n. 175/2009 - Percorso nascita e qualità percepita. Analisi bibliografica

Descrizione/Abstract:

Le finalità della legge regionale 26/1998 sull’assistenza al parto, sulle case maternità e sul parto a domicilio puntano l’attenzione sul percorso di assistenza rivolto alla madre e al bambino e sulle diverse modalità assistenziali offerte dalle strutture pubbliche e private della Regione.

La Commissione consultiva regionale tecnico-scientifica sul Percorso nascita, istituita nell’intento di favorire l’applicazione di questa legge, si occupa di tutti gli aspetti assistenziali della gravidanza e del parto, senza peraltro trascurare l’opinione di coloro che “vivono il percorso in prima persona” e soprattutto delle loro percezioni sul servizio ricevuto.

Un gruppo della Commissione è stato espressamente dedicato alla “qualità percepita sul percorso nascita” con l’obiettivo di promuovere l’adozione di strumenti regionali per il monitoraggio delle percezioni di tutti gli attori coinvolti nel processo assistenziale (donne, operatori, relazioni parentali, amicali, associazionismo, ecc.) e di favorirne l’ascolto.

Il punto di partenza è: a quale concetto di qualità ci si riferisce? a quale immagine si può ricorrere quando si vuole tenere conto di un tutto (percorso) e non solo di alcune parti (gravidanza, puerperio, ecc.) per un sistema articolato quale quello del Percorso nascita?

Il tentativo di affrontare e trovare una possibile risposta a questi quesiti porta allo sviluppo di alcuni passaggi imprescindibili: nel primo Capitolo si fa il punto di sintesi teorico e metodologico della qualità percepita dagli utenti (spesso solo le madri) verso i servizi sanitari loro offerti dal momento della decisione di avere un figlio fino alla nascita e oltre, indagando negli archivi nazionali e internazionali per cogliere quali ricerche sono state condotte, con quali strumenti, quali gli elementi oggetto di attenzione nella “percezione”.

Nel secondo Capitolo si affronta il costrutto di qualità percepita per cogliere come nelle varie ricerche (internazionali e nazionali) ci sia stato lo sforzo di sistematizzare e collocare in elementi “oggettivabili” gli aspetti di percezione e valutazione di chi ha fruito del servizio. Anche la soddisfazione percepita diventa un oggetto sempre più misurabile della qualità in termini “soggettivi”.

La metodologia e gli elementi tecnici di indagine impiegati nelle ricerche della rassegna - prevalentemente di tipo quantitativo e, in tono minore, di tipo qualitativo - sono trattati nel terzo Capitolo, con l’obiettivo di individuare strumenti validi per indagini scientifiche sempre più attendibili. Gli strumenti sono sviluppati secondo criteri integrati che mirano a dare spazio e senso all’esperienza personale della donna nel contesto della gravidanza e della nascita. I soggetti oggetto delle indagini sono prevalentemente di origine caucasica; scarse sono le ricerche sull’utenza straniera. Dal punto di vista teorico le ricerche basano la valutazione della qualità verificando se e in che misura ci sia una corrispondenza fra servizi offerti (protocolli) da un lato e gradimento e salute psico-fisica della madre e del nascituro dall’altro (esiti dell’azione di cura). Molte delle indagini, infine, hanno come obiettivo quello di esplorare possibili variabili influenti in questa relazione di co-occorrenza (età, status socio-economico, tipo di gravidanza, corsi frequentati, ...).

Se la conoscenza di ciò che compone la soddisfazione e la percezione della qualità sia in termini di pratica offerta (protocolli), di elementi indagati (variabili), di risultati misurati (esiti), sia in termini di “soddisfazione e percezione”, è sicuramente accresciuta negli ultimi decenni, poco ancora si esprime della visione globale della continuità della cura di un percorso assistenziale “qualitativamente percepito”.

Nel quarto Capitolo, dunque, si esprime una nuova prospettiva teorica di questo “complesso insieme (percorso), inscindibile”, integrando il modello di qualità percepita finora definito e introducendo una nuova prospettiva centrata sulla narrazione dell’esperienza, sull’analisi dei bisogni dell’utenza e sul punto di vista dei diversi attori protagonisti del percorso nascita (madri, operatori, accompagnatori).

Questo forte nesso negoziale del Percorso nascita tra donna, bambino, operatore e contesto (servizi del territorio/ospedale/comunità sociale e familiare) diventa l’elemento di indagine da cogliere, l’inusualità da approfondire attraverso l’ascolto diretto degli interessati.

In conclusione queste tracciature diventano anche le ipotesi da sviluppare, le nuove piste di indagine da percorrere con strumenti più vicini agli elementi esperienziali e di co-partecipazione alla costruzione del “senso percepito” del Percorso nascita da parte degli attori in gioco.

 

Data di pubblicazione:
01/03/2009
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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