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Dossier n. 178/2009 - Profili di assistenza degli ospiti delle strutture residenziali per anziani. La sperimentazione del Sistema RUG III in Emilia-Romagna

Descrizione/Abstract:
  • I livelli attuali e l’aumento atteso della popolazione anziana pongono con particolare urgenza il problema della programmazione della risposta assistenziale. A questo proposito, è essenziale lo sviluppo di un sistema di classificazione in grado di descrivere il profilo assistenziale degli ospiti delle diverse tipologie di strutture residenziali.
  • ll RUG III è stato selezionato per la sperimentazione per diversi motivi: è un sistema ampiamente validato e adottato in molti paesi; in Italia è stato inizialmente validato su un campione di 6 regioni, è stato successivamente adottato in diverse regioni (Abruzzo, Friuli Venezia-Giulia, Marche, Umbria) e scelto per la sperimentazione in altre (Toscana, Basilicata, Calabria); è tra i sistemi indicati dal Progetto Mattoni e, successivamente, incluso dal DM 17/12/2008 per la “Istituzione della banca dati finalizzata alla rilevazione delle prestazioni residenziali e semiresidenziali”.
  • Tra il 2004 e il 2007 sono state condotte 10 rilevazioni successive, che hanno interessato gli ospiti di 27 strutture residenziali di quattro Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna (Forlì, Imola, Ravenna e Parma), con l’obiettivo di valutare la fattibilità, la validità e la predittività nell’uso delle risorse assistenziali del sistema di classificazione Resource Utilization Group - RUG (versione III). In due diverse occasioni nelle Aziende USL della Romagna, a distanza di un anno l’una dall’altra (2004 e 2005), e una volta in quella parmense (2006), è stata effettuata la rilevazione contestuale dei dati RUG e dei tempi di assistenza erogati.
  • Il sistema RUG ha mostrato, nelle quattro Aziende della regione in cui è stato sperimentato, una buona capacità di stimare le necessità assistenziali degli ospiti di case protette e RSA. La classificazione degli ospiti secondo l’algoritmo RUG ha creato gruppi tra loro molto omogenei per fabbisogno assistenziale: il coefficiente di variazione nei diversi gruppi è infatti molto contenuto (mediamente intorno al 30%), con una sola eccezione (gruppo 34).
  • Il modello spiega complessivamente il 30% della varianza osservata nel consumo di risorse. La percentuale di varianza spiegata arriva al 40% (che è la varianza spiegata mediamente anche dal sistema di classificazione Diagnoses Related Groups - DRG ospedaliero), se si utilizzano pesi costruiti sugli ospiti delle strutture emiliano-romagnole e non quelli della Regione Marche ed escludendo una struttura con una dotazione di personale completamente diversa rispetto alle altre.
  • L’indice di case mix medio di ciascuna struttura varia nel corso dell’anno, come anche le condizioni dei singoli ospiti: un sistema che segue nel tempo le condizioni dell’ospite, registrando eventuali miglioramenti o peggioramenti nel corso del tempo, è in grado di descrivere in modo più accurato ed equo il case mix della struttura, rispetto a rilevazioni una tantum nel corso di un anno di calendario.
  • Sono stati evidenziati alcuni aspetti che meritano riflessioni ulteriori: in particolare, il raggruppamento di ospiti sottoposti a cure riabilitative appare poco rappresentato e fortemente influenzato dalle attività riabilitative effettivamente svolte. Tale osservazione supporta l’ipotesi, avanzata da altri autori italiani, di ridefinire un nuovo sistema di classificazione RUG III a 34 gruppi, con soli 4 gruppi di riabilitazione invece che 14, oppure a 30 gruppi, eliminando l’intero raggruppamento “Riabilitazione” e sommando gli eventuali programmi riabilitativi alla gestione clinica e assistenziale di ciascun ospite.

 

Data di pubblicazione:
01/06/2009
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
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