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Dossier n. 216/2011 - Agenzia sanitaria e sociale regionale. Piano programma 2011-2013

Descrizione/Abstract:

Tra gli atti formali che segnano le diverse fasi dell’attività dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale (ASSR), la stesura del Piano programma triennale è senza dubbio quello più rilevante.

Questo documento infatti rappresenta il modo concreto in cui l’ASSR si appresta a declinare operativamente le linee di indirizzo formulate dalla Giunta regionale, di fatto tracciando la rotta cui richiamarsi per un intero triennio di lavoro. È quindi, in questo senso, il momento in cui l’Agenzia è chiamata a dimostrare la propria capacità di dare una convincente interpretazione degli indirizzi ricevuti, vale a dire la propria capacità di offrire un quadro sufficientemente concreto e tangibile degli ambiti che caratterizzeranno le proprie attività e, soprattutto, una loro giustificazione a partire dall’individuazione dello specifico contesto in cui si trovano ad operare i suoi principali interlocutori, rappresentati dagli Assessorati Politiche per la salute e Promozione delle politiche sociali da un lato, dalle Aziende sanitarie del Servizio sanitario regionale, dagli Enti locali e dal sistema complessivo della governance territoriale dall’altro.

Le linee di indirizzo per le attività del triennio 2011-2013 continuano a connotare l’ASSR come detentrice di una duplice funzione: da una parte in quanto ambito individuato per l’elaborazione e la conduzione operativa di funzioni tecniche essenziali per il mantenimento del sistema assistenziale (l’accreditamento, il sistema regionale di monitoraggio e sorveglianza dei rischi infettivi, l’educazione continua in medicina), dall’altra come organizzazione orientata a concorrere allo sviluppo ulteriore del sistema, in quanto sede “naturale” per l’attuazione delle politiche di integrazione con l’Università (sul terreno in particolare dello sviluppo professionale e della ricerca), di supporto tecnico ed elaborativo alle spinte innovative che provengono dalle Aziende sanitarie e dagli ambiti della programmazione territoriale, di formulazione di quel “pensiero” reso necessario dalle inevitabili difficoltà che un sistema complesso come quello dei servizi sanitari e sociali deve affrontare, in generale e in particolare in questa contingenza. Un pensiero che ha il dovere di sapersi misurare con la concretezza di quella difficoltà, che deve avere una forte vocazione applicativa e, per questo, manifestare una robusta capacità analitica.

All’Agenzia sanitaria e sociale viene quindi affidato un compito tanto nobile quanto complesso, dimostrarsi all’altezza del quale presuppone innanzitutto la capacità di evitare il rischio dell’autoreferenzialità, sempre in agguato, in particolare per organizzazioni che trovano nella specificità e nella qualificazione delle proprie competenze tecniche, metodologiche e scientifiche, una delle ragioni principali della propria autorevolezza e il principale strumento con cui esercitare il proprio ruolo di supporto complessivo allo sviluppo delle politiche sanitarie e sociali e di indirizzo alle scelte dei decisori collocati ai diversi livelli del sistema. È facile infatti correre il rischio di “innamorarsi” delle tecniche e degli strumenti che si padroneggiano e delle esperienze già condotte (soprattutto quando queste esperienze possono legittimante vantare risultati complessivamente positivi), perdendo di vista l’esigenza di rivedere costantemente i primi alla luce dei nuovi problemi che attraversano il sistema cui si fa riferimento e di fare delle seconde il punto di partenza per l’avvio di un nuovo percorso.

La consapevolezza di questo rischio e della necessità di evitarlo ha ispirato la redazione del Piano programma triennale 2011-2013, a partire dalle stesse modalità della sua struttura, incentrata non sulle aree di attività in cui l’Agenzia si articola e che ne rappresentano l’organizzazione interna, ma su grandi temi considerati rappresentativi della natura dei problemi da affrontare e delle priorità di intervento: la qualità dei servizi sanitari e sociali e la loro integrazione, la sicurezza delle cure, la promozione e il governo dei processi di innovazione e ricerca, la costruzione delle competenze e delle professionalità, le relazioni con i cittadini e le comunità. Non si tratta soltanto di un modo per comunicare, forse meglio e con maggiore efficacia, che cosa concretamente l’ASSR si appresta a fare e in quali ambiti. È anche un modo per sottolineare come parte dell’agenda di lavoro per il prossimo futuro sia il pervenire a un maggiore e più robusto grado di integrazione e complementarietà tra i diversi settori di attività dell’Agenzia, riconoscendoli non come ambiti separati e distinti, ma nella loro natura di contributi specifici che concorrono a obiettivi comuni.

Le diverse aree tematiche individuate e intorno alle quali ruota la presentazione del Piano programma non sono in alcun modo tra loro rigidamente separate. Al contrario, hanno in molti casi margini di sovrapposizione, talvolta particolarmente evidenti. In questo senso, ad esempio, separare il tema della sicurezza delle cure dal tema generale della qualità dei servizi corrisponde a una forzatura, utile però a mettere in evidenza un tema - quello della sicurezza - che merita un’enfasi tutta particolare, per le sue immediate implicazioni sul vissuto dei pazienti e dei cittadini oltre che su quello degli stessi operatori del SSR. [...]

 

Data di pubblicazione:
01/10/2011
Tipo di pubblicazione:
rapporti, linee guida, documenti tecnici
Lingua della pubblicazione:
Italiano
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pubblicato il 2011/10/01 00:00:00 GMT+2 ultima modifica 2019-01-15T12:06:28+02:00

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