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Laboratorio "Fondazioni bancarie e politiche di welfare"

Il laboratorio fa parte delle iniziative del 9° Workshop internazionale del Laboratorio italo-brasiliano: Territori in dialogo - Le politiche di salute come trame di apprendimento. Bologna, dal 17/02/2020 al 22/02/2020

18 febbraio 2020

Bologna, Aldo Moro 21

      

Sessione del mattino

Obiettivo era verificare da un lato le caratteristiche di funzionamento e attuazione delle Fondazioni Bancarie, sia in Italia che in Brasile, potendo nel contempo vedere come nel concreto agiscono le Fondazioni Bancarie nei due paesi per lo sviluppo del proprio territorio.

L’ incontro ha permesso di comprendere come, in Brasile, il lavoro della Fondazione Banco do Brasil, date anche le specificità e necessità di quel territorio, si configurino come progetti per le fasce di popolazione più svantaggiate ed a supporto dello sviluppo delle aree più periferiche e difficili del paese.

E' stata ripercorsa la nascita delle Fondazioni in Italia e tracciati i principali approcci di lavoro. Le fondazioni bancarie in Italia sono soggetti giuridici non profit private e autonome che perseguono esclusivamente scopi di utilità sociale e promozione dello sviluppo economico.

Le fondazioni (legge 218 del 1990) vennero scorporate dalle banche che erano pubbliche (casse di risparmio) e gli enti bancari divennero società per azioni sotto il controllo delle fondazioni che avrebbero dovuto collocare le loro azioni sul mercato, vivere dei dividendi intesi come reddito di un’attività istituzionale che deve perseguire i fini di interesse pubblico e di utilità sociale. Le fondazioni diventano così holding pubbliche. Sono le fondazioni che sostengono i centri di servizio per il volontariato.

Fino alla crisi del 2008 la maggior parte delle fondazioni è stata gestita con contributi a pioggia e con pochi bandi, esercitando dunque poco un potere di indirizzo e di concertazione tra gli attori locali

Con la crisi economica la riduzione delle risorse a disposizione delle istituzioni e l’aumento dei problemi sociali delle persone in difficoltà ad arrivare a fine mese le fondazioni hanno iniziato ad assumere un ruolo molto rilevante soprattutto nel Welfare.

Alcune fondazioni che hanno saputo investire in modo significativo in questo filone hanno iniziato ad assumere un ruolo di costruzione strategica di risposte sistemiche all’interno di un sistema di Welfare pubblico sempre più in difficoltà (meno soldi, più problemi, meno reti).

Con l’acuirsi della crisi i contesti di progettazione costruiti in funzione dei bandi sono diventati sempre più dei veri e propri tavoli di concertazione non dichiarata sulle strategie di Welfare delle comunità locali. Questo ruolo ha potuto emergere non solo a motivo della consistenza dei fondi liberi in mano alle fondazioni ma anche a causa del carico di norme e di contestazioni-rivendicazioni-ricorsi che le istituzioni pubbliche si trovano ad affrontare.

Lo spazio delle fondazioni quando viene utilizzato in un gioco di squadra tra i diversi attori locali è diventato implicitamente (non lo si può dire sul piano pubblico) un luogo cruciale di concertazione al riparo della pressione rivendicativa e degli aggravi terrificanti sul piano del rispetto delle norme.

Con queste premesse, l’esperienza di Torino ha permesso di riflettere sulle scelte compiute dalla Fondazione San Paolo che si è mossa nel sostenere nell’ambito delle politiche di welfare i progetti di innovazione tra cui quelli promossi dalla Associazione “La Bottega del possibile” nell’ambito della domiciliarità. Così come nell’esperienza del Comune di Bologna è emerso che il Comune ha portato a stabilire accordi con le Fondazioni che permettano di agire in modo coerente nella programmazione locale. Il ruolo poi dei Centri servizi del volontariato ha permesso di rafforzare il legame tra Fondazioni ed enti locali, trovando nei centri del volontariato punti di riferimento per il coordinamento delle associazioni in sinergia con gli attori territoriali. La posizione espressa dalla Fondazione di Modena ha consentito di entrare nel merito sui possibili sviluppi e su come si potrebbe condividere una riflessione anche con le altre fondazioni regionali nella direzione di sostenere progetti che rientrano in priorità di azioni di sistema. Su questo ha trovato una convergenza anche il Presidente della Fondazione del Banco do Brasil.

Sessione del pomeriggio

Nel pomeriggio sono state presentate le azioni sostenute dalla Regione Emilia-Romagna in tema immigrazione, integrazione, presentando sia il sistema dei finanziamenti per lo sviluppo di queste politiche sia portando alcuni esempi di progetti in corso che intervengono nelle diverse fasi del processo immigratorio.

Molto interesse del Banco do Brasil anche per le politiche per l’immigrazione sviluppate dalla nostra Regione. Il Brasile infatti si trova ora a dover gestire la situazione degli immigrati Venezuelani che versano in condizioni di forte vulnerabilità nella regione del Roraima (area amazzonica). Il Governo della Repubblica Federativa del Brasile ha attualmente designato la Fondazione Banco do Brasil a gestire un meccanismo di finanziamento per favorire l’interiorizzazione sul territorio nazionale degli immigrati, tramite un meccanismo di progetti che coinvolgono EELL e Enti No Profit. 

Opportunità

  • Interesse del Banco do Brasil sulle modalità di funzionamento delle nostre Fondazioni, e delle progettualità che finanziano sul proprio territorio, non puramente di inclusione (come avviene in Brasile) ma anche a livello di sviluppo culturale, ricerca scientifica ecc.
  • per la Regione Emilia-Romagna, interessante verificare una modalità di lavoro in rete con le Fondazioni Bancarie della nostra Regione, pensando a un intervento congiunto in ambito internazionale (partendo proprio dalla possibilità di un progetto nell’ambito delle cure intermedie in Brasile).

 

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pubblicato il 2020/05/12 17:11:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-01T14:10:39+02:00

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