Studi longitudinali in tema di vulnerabilità sociale e disuguaglianze

Per individuare e valutare eventuali differenze di salute tra gruppi con diversa posizione sociale ed economica tramite dati pre-esistenti per altri scopi, è utile implementare studi di popolazione basati su informazioni rilevati dalla statistica ufficiale.

Lo Studio longitudinale emiliano (SLEm) si colloca in una rete di analoghi Studi italiani e permette di seguire nel tempo coorti di residenti nei comuni in studio (Bologna, Modena e Reggio Emilia), analizzando gli esiti di salute in relazione a caratteristiche socio-demografiche tratte dal censimento. Il fine è fornire indicazioni per la programmazione di idonei interventi volti a rimuovere condizioni sfavorevoli.

Tale strumento si rivela particolarmente utile anche per acquisire informazioni necessarie all'analisi dei percorsi di cura delle malattie croniche e dunque alla misura del loro livello di equità.

Nel 2013 è stata formalizzata la collaborazione con i Comuni coinvolti nello Studio; sono stati predisposti i primi archivi di dati integrati e sono stati pubblicati i risultati per la città di Reggio Emilia.

Dal 2014 l’attività è inserita nel progetto "La rete degli Studi longitudinali metropolitani per la valutazione dei profili di assistenza alla popolazione immigrata" - Progetto INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà).

Negli anni a seguire si è consolidato un sistema a rete - in cui i dati e i metodi seguono standard comuni - che ha permesso di produrre risultati confrontabili tra le città delle regioni italiane partecipanti.

L’obiettivo del Progetto INMP è stato fornire strumenti di osservazione efficaci per il monitoraggio di morbilità, mortalità e uso dei servizi in relazione alle condizioni socio-demografiche della popolazione immigrata e consentire di programmare più efficacemente le necessarie azioni di prevenzione e assistenza. Inoltre, si è “manutenuto” il sistema, consentendo di analizzare altre esposizioni (es. ambientali) e altre caratteristiche individuali (caratteristiche socio-economiche), con l’attenzione alla qualità della produzione. Lo Studio è incluso nel Programma statistico nazionale, tramite cui si è consolidata la collaborazione con gli ambiti statistici delle Regioni e con Istat.

 

Primi risultati del progetto

  • sperimentazione di metodologie di studio più accurate (con l’implementazione di coorti aperte) nelle città di Torino e Reggio Emilia per l’analisi della mortalità generale;
  • studio delle ospedalizzazioni nelle città di Roma, Venezia e Reggio Emilia;
  • studio della mortalità generale nelle città di Roma, Torino, Firenze, Venezia, Reggio Emilia, Modena e Bologna;
  • studio della ospedalizzazione evitabile nelle città di Roma, Torino, Venezia, Reggio Emilia, Modena e Bologna;
  • studio della mortalità infantile e neonatale nelle città di Torino, Reggio Emilia, Modena e Bologna;
  • gradiente socio-economico nella mortalità nelle città di Reggio Emilia, Modena e Bologna;
  • descrizione della rete nazionale degli Studi longitudinali metropolitani e delle sue prime applicazioni.

 

Documenti e pubblicazioni

 

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Pubblicato il 26/08/2016 — ultima modifica 01/08/2018

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