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Sorveglianza della mortalità durante la pandemia COVID-19 in Regione Emilia-Romagna

Pubblicato un report che analizza l’eccesso di mortalità nel periodo gennaio-metà maggio 2020

Per quantificare l’andamento della pandemia COVID-19 e il suo impatto sulla mortalità sono stati analizzati nella Regione Emilia-Romagna, nel periodo da gennaio a metà maggio 2020, i decessi in eccesso rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti e la quota di questi avvenuta nelle persone con diagnosi di infezione da SARS-CoV-2. Sono state valutate le variazioni tra le aree territoriali e nel tempo, anche in considerazione delle misure di salute pubblica implementate.

Nel periodo 1° gennaio-15 maggio 2020 in Emilia-Romagna si è osservato un 24% di eccesso nella mortalità (uomini: 29%, donne: 19%), rispetto ai valori medi dello stesso periodo nel quinquennio precedente.

Nel periodo fino a febbraio la mortalità osservata è stata inferiore rispetto agli anni precedenti, a causa del ritardo nell’andamento dell’influenza stagionale. È seguito un rapido aumento, con un picco nella settimana dal 18 al 24 marzo (+113%). Il fenomeno è stato più intenso e precoce nelle aree occidentali della regione, con una mortalità da tre a cinque volte quella attesa a Parma e a Piacenza, intermedio e lievemente spostato nelle settimane successive a Reggio Emilia, Modena e Rimini, e ancora spostato in avanti (aprile inoltrato) a Bologna. A Ferrara e nel resto delle province romagnole il fenomeno è stato meno intenso. La frazione di decessi che si sono verificati nei soggetti con diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 è stata di circa il 70% rispetto ai decessi totali del periodo epidemico (24 febbraio-15 maggio).

A partire dall'inizio di maggio, a distanza di due-tre settimane dall'attuazione delle misure di distanziamento fisico, la mortalità è iniziata a diminuire ed è tornata al livello atteso “di base”.

La minore intensità della mortalità generale all'inizio dell’anno aveva lasciato sopravvivere una quota di persone più fragili; successivamente si è osservato invece un forte incremento della mortalità con picchi tra marzo ed aprile, legato anche al decesso dei sopravvissuti più fragili o all'anticipazione della morte in persone che sarebbero potute morire nelle settimane e mesi successivi. L’analisi dell’andamento della mortalità nei mesi a venire e la disaggregazione dei decessi per causa di morte, possibili nel prossimo futuro, permetteranno di avere maggiori dettagli sul fenomeno.

Il lavoro si inserisce in un’attività congiunta condotta con il Servizio statistica e sistemi informativi geografici della Regione Emilia-Romagna, che mette a disposizione dati analoghi (derivati dalla raccolta di quasi tutti i comuni della regione, per l’Anagrafe Nazionale delle Persone Residenti, integrati con i dati dell’Anagrafe Tributaria), interrogabili in continuo tramite un applicativo dedicato. Essi si integrano e danno ulteriore riscontro di quanto si può leggere dal testo di questo report, basato sui dati del sistema Tessera Sanitaria e resi analizzabili grazie al contributo del Servizio ICT, tecnologie e strutture sanitarie della Direzione Generale Cura Della Persona, Salute e Welfare, Regione Emilia-Romagna.

      

  

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pubblicato il 2020/06/11 21:25:00 GMT+2 ultima modifica 2020-06-12T11:44:21+02:00

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